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Division II

Barbagallo, il 2018 sarà nel branco dei Braves

Gregorio Barbagallo Blue Team Assofootball

La connessione tra Bologna e Catania continua a rimanere aperta. Dopo Christian Di Mauro, entrato a far parte dei Braves Bologna all’inizio di Dicembre, anche Gregorio Barbagallo ha trovato un accordo con il team di Angelo Piccolella.

“Greg” Barbagallo, WR della Nazionale Italiana, andrà ad inserirsi in un contesto giovane e in crescita che sempre più sta convincendo il football italiano. I Braves, infatti, hanno effettuato innesti in tutti i reparti offensivi che, uniti ad una difesa già molto performante lo scorso anno, completano le richieste di coach Klide Biavati.

I motivi di questa scelta ci sono stati indicati direttamente da Barbagallo le cui parole, da leggere con attenzione, dicono molto non solo sulla situazione attuale, ma aprono porte socchiuse sullo scenario del football catanese:

“Ho scelto i Braves per diversi motivi: A Catania il football sta vivendo una parabola discendente, non è per niente in buona salute e questo mi addolora molto. Non condivido molte scelte dirigenziali, e quando ho esposto il mio parere non ho ricevuto il riguardo che credo di meritare.

Nonostante ciò, a Catania lascio – solo momentaneamente – molte persone con cui conto di poter condividere ancora per anni il football; solo per citarne alcune: Fabio Scuto, Renato Gargiulo, Gilberto Cocuzza, Giammarco Pecoraro, Giuseppe Strano, amici che mettono in prima linea il loro impegno per far funzionare la squadra tra mille difficoltà.

Detto questo, mi sono guardato intorno con l’idea di giocare fuori, le offerte non sono mancate, ma purtroppo il lavoro non mi permette di assicurare un impegno solido e continuo, cosa che ritengo imprescindibile per poter praticare il nostro sport.

Alla fine però, anche un po’ a sorpresa, hanno prevalso i sentimenti ed ho accettato l’offerta dei Braves e l’ho accettata per tre motivi:

Il primo è che la reputo una società seria, con un progetto reale e non solo “sulla carta”. Ho visto delle persone con un grande entusiasmo ed anche molto concrete; una squadra neonata, ma che punta in alto nel prossimo futuro.

Il secondo motivo è che hanno accettato e non vi era altra scelta, il fatto che il lavoro potrebbe tenermi lontano da Bologna per qualche weekend, spero il meno possibile.

Il terzo motivo è squisitamente sentimentale ed è stato decisivo: nei Braves trovo fra i coaches delle persone che hanno un posto speciale nel mio cuore. Vinny Argondizzo è stato il mio head coach agli europei del 2013 e ne conservo un ottimo ricordo, Paolo Rondelli ha accompagnato (insieme a Giovanni Adamo e Diego Sandrè) tutta la mia carriera nel Blue Team, e Coach Biavati è stato un giocatore che ho incontrato più volte e che ho molto rispettato in campo.

Ultimo e più importante tassello, in campo avrò al mio fianco tre “pessimi” elementi che, senza falsa retorica, chiamo fratelli, con la certezza di non abusare di questo termine spesso inflazionato, ma che mai come in questo caso è azzeccato ed è l’unico che mi viene in mente per definire Christian Di Mauro e Stefano eFabrizio Chiappini.

Dunque, che altro dire se non… GO BRAVES!”

Catania fatica, come tutte le squadre isolane (purtroppo) a trovare continuità nel football a 11. Non tanto per assenza di personale, anche se il bacino di utenza non è tra i più sviluppati, ma principalmente per problemi di budget causati da un’eccessiva spesa come può essere quella di un campionato di seconda divisione.

I Braves, dal canto loro, hanno le idee chiare sul proprio futuro e stanno costruendo, oltre ad un roster competitivo, anche un sistema di allenamento di primo livello. Quattro allenamenti settimanali, ritiri di squadra e tutto quanto serva per inserirsi tra i candidati alla promozione.

Foto: #ASSOFOOTBALL









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