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Division III

Nine Bowl Conosciamo le protagoniste

Nine Bowl

Siamo giunti alla fine di un’altra stagione di terza divisione. Nella finale le squadre che si contenderanno il titolo sono le due scese dalla seconda divisione alla fine della scorsa stagione. Non un caso, verrebbe da dire. Conosciamole meglio prima di leggere assieme la preview della partita.

Ravens Imola

Il successo ottenuto fino ad ora dagli imolesi è figlio di una tabula rasa ed una ricostruzione assennata, una squadra giovane e, ancorché inesperta, piena di atletismo e dedizione. La gran parte dei giocatori che hanno militato negli ultimi anni nei Ravens si è ritirato o spostato e, dall’anno scorso, i viola sono protagonisti da un ricambio generazionale. Il recruiting ha dato ottimi frutti e i giocatori con più di due anni di esperienza sono davvero pochi.

Nel 2017 nel girone con Warriors, Braves e Chiefs (+2 interdivisionali) hanno raccolto 8 sconfitte segnando 49 punti a fronte di ben 240 subiti, seconda peggior difesa dietro agli Storms Pisa. Da qui la decisione di ripartire dalla terza divisione, affidandosi ai ragazzi della under 19, già abituati al football a 9 e che, comunque, aveva raccolto qualche frutto in più.

Nelle mani di Coach Bob Gallucci e dei suoi assistenti, che godono grande libertà di insegnamento dei fondamentali, il gruppo è cresciuto come un unico reparto militare, con grande comunione di intenti e unità, con una maniacale attenzione sui fondamentali ruolo per ruolo. La filosofia base di coach Gallucci è “players first”, trasformando i ragazzi in uomini e atleti, un approccio aggressivo alla partita, con scouting ed aggiustamenti alla base. Pur avendo un gioco equilibrato avere un Cannata da oltre 1000 yards corse in stagione con 18 touchdowns è la classica ciliegina sulla buonissima torta.

Il punto interrogativo rimane sulla capacità di entrare da subito in partita contro avversari che, più di una volta in questi playoff, sono sembrati scappare via. Una situazione che ci ha anche regalato l’evidente punto di forza dei romagnoli, quello di essere una squadra che non molla in nessun caso e che rimane attaccata alla partita anche dopo uno svantaggio che supera le due marcature, una squadra tignosa e atletica che gode nel partire dalla posizione di underdog.

Elephants Catania

C’è voluto il suo tempo per adattarsi al football americano giocato con due giocatori in meno e questo ha fatto della squadra accreditata come n.1 nel power ranking ufficioso degli esperti, un team con troppe amnesie e distrazioni durante le partite della regular season. La presenza nel girone di squadre agguerrite ed attrezzate come Achei e Black Tide, non a caso entrambe ai playoff insieme ai Liotri, ha costretto i catanesi a ritrovare immediatamente una quadratura. Il ritorno a tempo pieno, o quasi, di Andrea Conticello ha fatto il resto.

Da oggetto misterioso da 5-1 in stagione, gli Elephants si sono trasformati in una “ammazza grandi” in grado di inaridire le fonti di gioco sia dei Grifoni, che quest’anno sembravano inarrestabili, che dei Withe Preds, sodalizio tra Massa e Chiavari partito per puntare diretto al ninebowl. Il terzo posto nel girone A della seconda divisione 2017, dietro alle due squadre che ora formano i Pretoriani, con una certa fragilità difensiva, fu una delusione cocente dopo che l’anno precedente Lombardo e soci erano arrivati a giocarsi il quarto di finale in casa dei Barbari che poi avrebbero perso nella finale di Cesena contro gli UTA.

Ci si aspettava una crescita che non è mai arrivata e di qui la decisione di ricominciare a costruire qualcosa di buono partendo dalla terza divisione con un roster giovane con pochi elementi esperti. Certo all’inizio del decennio gli Elephants arrivarono a giocarsi due finali di prima divisione, perdendole entrambe, ed ora vederli combattere per un posto al sole due categorie sotto, fa un po’ specie, però raggiungere immediatamente la finale di Parma con la possibilità di tornare immediatamente nel più agognato football a 11, fa di questo un progetto riuscito e una base di partenza per traguardi di più alto livello.

Il football di coach Renato Gargiulo è adattivo e capace di trovare soluzioni offensive qualsiasi situazione si presenti. Scouting importante e capacità di adattamento in partita sono due delle basi su cui poggia la stagione di successo di Catania, le altre due sono le due stelle del team, Lombardo e Conticello, il primo in grado di correre per più di 800 yards contro alcune delle difese più forti della terza divisione e il secondo sempre disponibile a sfruttare la sua fisicità per conquistare primi down che sembrano inarrivabili.

Il punto debole sono senza dubbio i lanci, con i quattro quarterback utilizzati in stagione in grande difficoltà nel trovare il parco ricevitori da cui emerge il solo Caruso come Go-To-Guy, ma più spesso su screen pass che su passaggi sul medio lungo raggio. Se Gli Elephants riusciranno ad imbastire un gioco aereo efficace si apriranno praterie sconfinate per le scorribande di Lombardo e Conticello, altrimenti l’agognato risultato di vincere una finale (0-5 in questa particolare stat per i catanesi) dovrà passare, come con Grifoni e WithePreds, attraverso prestazioni tutto cuore ed attributi.









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