IL PRIMO MAGAZINE DEL FOOTBALL ITALIANO DALLA A ALL'END ZONE
Banana Republik

Banana Republik e la comunicazione efficace

import podcast realtà

Felice si sia risolto tutto.

UTA Pesaro, così la nuova denominazione che stava alla base del problema e del fraintendimento, sarà la dodicesima squadra della 1° divisione 2017, andando a confermare, nella sostanza, il risultato sportivo ottenuto sul campo: una specie di rarità nel nostro piccolo mondo.

Nonostante questo apparente successo, il processo evolutivo per il quale un team esercita un diritto acquisito, tutta la situazione ha, fin da subito, assunto contorni poco chiari, palesando due dei più comuni problemi del nostro movimento che rispondono alla incapacità di comunicare e ad una (dis)organizzazione societaria .

Se ripercorriamo mentalmente le tappe che hanno caratterizzato questa storia è chiaro come le due componenti sopra citate siano state sia una parte del problema che il problema stesso.

Dopo il Silver Bowl le parole della dirigenza UTA erano state chiare riguardo alla volontà di partecipare al prossimo campionato di 1° divisione, ed è per questo che nessuno si aspettava, ad ottobre, di veder comparire l’ennesimo bando, per l’assegnazione del posto vacante.

Quando IFL Magazine è uscita con la notizia, invece di muoversi in maniera ufficiale un dirigente degli Angels, metà della mela, è intervenuto, commentando il pezzo stesso e cercando di fare chiarezza:

Il nostro ufficio stampa non si è ancora espresso perché ancora c’è un bando che deve essere assegnato e quindi, prima di fare proclami, volevamo attendere che ci fosse una notizia da dare. Siccome però le notizie vengono poi distorte perché vengono fuori versioni incomplete, trovo giusto illustrare brevemente la situazione “Uta…”.

Prima di farci illustrare la situazione vorrei far notare che la notizia da dare c’era, ed era che gli stessi UTA che avevano annunciato la propria partecipazione al massimo campionato non potevano farlo… E’ anche evidente che fossero a conoscenza della cosa, ma su questo torneremo poi.

Aggiungo che le versioni non sono incomplete o distorte, ma le uniche disponibili. Finché l’approccio sarà “il nostro ufficio stampa non si è ancora espresso perché” quando il problema è che l’ufficio stampa non si è proprio espresso, immagino sotto indicazione della dirigenza, la stessa che ritiene non ci sia una notizia, il nostro lavoro non potrà migliorare.

Ora trovo giusto illustrare brevemente la situazione:

Mentre sportivamente gli Uta sono l’unione tra Titans e Angels, burocraticamente gli Uta sono i Titans con gli Angels in prestito e il nick name Uta. Per la 1° divisione, per vari motivi, abbiamo bisogno che Uta, che non cambierà la sua struttura sportiva, sia formalmente costituita dagli Angels con i Titans in prestito. Però ci sono dei regolamenti che impediscono la cessione dei diritti sportivi per società in città diverse e quindi l’unica soluzione era quella di rinunciare alla 1° divisione come Titans e partecipare al bando come Angels. Ci dispiace non aver divulgato questa notizia, ma piuttosto che le intenzioni pensiamo più giusto rendere noti i fatti, che saranno tali solo alla conclusione del bando.

Benissimo, bellissimo e son sicuro non l’abbiano scoperto ieri. Quindi perché non parlare anticipatamente della situazione, che non è una questione di intenzioni o fatti, ma di regolamenti, che giusti o sbagliati dopo la deroga concessa per la stagione 2016 dovevano essere comunque applicati?

Inevitabile pensare quindi alle società ed alla organizzazione delle stesse che ha permesso ad una situazione conosciuta di prendere sviluppi imprevisti (altrimenti mi dovrebbero spiegare le affermazioni di luglio) e che hanno portato al bando ed a quello che è seguito.

Leggo commenti entusiasti rispetto ad un team che ha sbaragliato la concorrenza nella serie cadetta e che dovrebbe garantire un ulteriore livellamento dei gironi. Ho visto dal vivo la finale di Cesena e durante l’intervallo sono finito inavvertitamente in una zona dello stadio dove UTA cercava disperatamente di recuperare forze ed ossigeno per andare a completare il capolavoro iniziato mesi prima. Mi hanno trasmesso buone sensazioni, un team unito e che aveva ben chiaro quello che doveva fare.

Ripensandoci ho provato un senso di sollievo nel sapere che quella squadra sarebbe stata una delle 12 del campionato, e lo sono ancora. Esiste però una dimensione, fuori dal gridiron, altrettanto importante e che non deve essere sottovalutata. Non ho la presunzione di esprimermi su vicende societarie che, ad ogni modo, sembra siano state risolte ma la mancanza di comunicazione è qualcosa che non può appartenere al nostro mondo che invece ha estremo bisogno di parlare e raccontare quello che succede al proprio interno.

Dobbiamo smettere di pensare che “non interessi a nessuno”, che “non ci sia nessuna notizia da dare” per il semplice motivo che non è vero. Recentemente FIDAF è stata invitata a Ponza ad un congresso del CONI LAZIO per parlare del lavoro svolto negli ultimi 12 mesi anche grazie ad IFLMAG (in tutte le sue accezioni) ed ASSOFOOTBALL.

Tra i presenti c’erano alcuni rappresentanti di testate nazionali sportive che si sono dimostrate interessate al lavoro fatto confermando che la strada intrapresa è quella giusta ma comunque condizionata da un movimento che manda segnali contrastanti e dovrà ritrovare, dopo l’uscita di Giagari e Lions da IFL, equilibri fondamentali per proseguire nella crescita.

Ho voluto parlare della vicenda UTA perché è l’ultima in ordine di tempo e riguarda la prima divisione ma la nostra repubblica è costellata di situazioni simili a quella descritta e i numeri in campo ne sono poi la testimonianza più tangibile (ogni riferimento alle giovanili ed all’ imbarazzante rapporto 1 a troppo tra il numero di team con giovanili rispetto alla totalità delle squadre  è assolutamente voluto).

Dipende da Voi.

Buon Football









Ultime News

Il primo magazine del Football Italiano dalla A all'End Zone.

Disclaimer

IFL Magazine (da qui in avanti chiamato “sito”) non è una testata giornalistica ed ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001, non può considerarsi un prodotto editoriale. Qualsiasi logo, marchio, brand, sigla, trade mark o immagine riportata sul sito e non appartenente in maniera esplicita a quest’ultimo, sono protetti dalla normativa vigente relativa ai marchi, la proprietà intellettuale e/o il copyright (Direttiva 2004/48/CE, Legge 633/22-04-1941, Dlgs 30/2005) e appartengono pertanto ai rispettivi proprietari. L’utilizzo delle immagini sul sito segue le norme del fair use. Per ogni immagine utilizzata sarà citata la fonte. Se i proprietari di tali immagini ne desiderassero la rimozione, li invitiamo a contattarci all’indirizzo [email protected], al fine di poterle rimuovere nei più brevi tempi possibili. Tutti i contenuti di questo sito sono di proprietà intellettuale dei rispettivi autori, e sono soggetti a ‘Riproduzione Riservata’. Ai sensi della Legge 633/41, se ne vieta la riproduzione, anche parziale, senza l’esplicita autorizzazione scritta dell’autore.

Team

Coordinatore: Simone Mingoli Vice Coordinatore: Giovanni Ganci Contributori: Luca Correnti, Tony Federico, Ganci, Andrea Ghezzi, Simone Mingoli, Andrea Mirenda, Rendall Narciso Grafica: Paolo Re, Battista Battino Infografiche: Battista Battino Contenuti Fotografici: Coordinatore IFL Mag TV: Andrea Ghezzi Contenuti Video: Andrea Ghezzi, Andrea Gaia Re Coordinatore IFL Mag Radio: Andrea Ghezzi Contenuti Radio: Andrea Ghezzi, Giovanni Ganci, Andrea Mirenda, Luca Correnti, Simone Paschetto Webmaster: Rendall Narciso Infrastrutture: CAGE7 Partners: #ASSOFOOTBALL, Dalsport74

Per informazioni e contatti scrivi a: [email protected]

Copyright © 2016 IFL Magazine - #ASSOFOOTBALL

To Top