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Banana Republik

Banana Republik ed il girone unico

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We got it!

In settimana è “apparso” sul sito federale il calendario di 1° divisione: girone unico, quindi tutti contro tutti, partenza confermata il primo week end di Marzo e fine della RS il 4 Giugno.

Abbiamo spesso dibattuto sulla differenza di costi tra le formule (girone unico/gironi territoriali) e così, una volta data una scorsa alle varie week, ho chiamato il mio amico e Presidente dei Lions Bergamo, Lino Federico, per provare a capire, in concreto, le differenze sul budget della squadra.

Nel caso dei gironi territoriali le uscite previste per le 5 trasferte (Milano (x2) – Torino – Bolzano –Parma) ammontavano a circa 5.000 euro, una spesa relativamente contenuta e certa, vista anche l’esperienza della stagioni precedenti. Con la nuova formula rimangono invariate le partite lontano dal Lions Field, cinque, ma cambiano in modo decisivo le destinazioni (Roma (x2) – Bolzano – Milano – Parma) ed i costi relativi alle stesse.

Se Milano, Bolzano e Parma sono trasferte “comode” per i Leoni i due viaggi nella capitale, per farla con le parole del presidente, “raddoppieranno, da sole, il budget previsto”.

Km alla mano i Lions sono a metà classifica con circa 4400 chilometri, non riceveranno (ne dovranno dare, ovviamente) molto dal discorso “mutualità” ma si troveranno ad affrontare un esborso non previsto, dovendo comunque mantenere fede a tutti gli impegni precedentemente presi.

In (mutuo) soccorso al ragionamento ci arriva un commento piuttosto superficiale, o populista, che va di moda, del Presidente dei Panthers Parma Ivano Tira:

” Fan tutti gli splendidi: americani in campo e in panchina come se piovesse, orde di giocatori italiani a libro paga e poi via di mutualità perché, cazzo, non è che si può spendere così tanto per le trasferte… (TI HO TOLTO I PUNTINI PRESIDENTE, SE NE METTONO TRE, NON 50 ndr) ma voi avete del budino avariato in testa!”

Posso capire che al presidente dei Ducali dia particolarmente fastidio una “tassa” impostagli dalle Federazione, e non dalla lega e che lo vedrà quindi costretto a pagare, ma come abbiamo appena visto la differenza di costi esiste, ed è meno marginale di quello che si potrebbe pensare.

Mi spiego. Il presidente parla di giocatori americani ma forse si dimentica che il costo di un import non è molto differente, ad esempio nel caso dei Lions, all’aumento sostenuto dal team per le trasferte. In sostanza. Soldi che prima avevi investito in un giocatore e che non intaccavano in nessun modo le altre attività, oggi dovranno essere destinate al semplice spostamento di almeno 50 persone per UNA partita di campionato a cui si somma l’esigenza di trovare nuovi capitali per mantenere fede a contratti stipulati con “regole” differenti.

Fatto salvo che ogni società ha il diritto di investire le proprie risorse dove meglio ritiene, il problema è quindi meno banale di quello che il presidente dei Panthers ci vuole raccontare e poco quaglia con l’ingaggio o meno di import.

I Lions sono chiaramente solo un esempio, si potrebbe andare a vedere l’incidenza media su ogni singolo team ma non è questo il punto. E’ una questione di programmazione, che conosce bene Tira e conoscono ancora meglio quelle società che non hanno le disponibilità, e magari le capacità, che hanno permesso al presidente dei Ducali di dominare per anni le scene del football repubblicano.

Mi fa sempre sorridere come tutti quei be discorsi di cui ci riempiamo la bocca quando parliamo di attività imprenditoriali decadano se l’oggetto dell’argomento è lo sport e, nel caso specifico, il football. Possiamo parlare di tutto, possiamo essere tutti d’accordo che il girone unico sia meglio di quelli territoriali, possiamo aumentare il numero degli import da 3 a 30 e giocare solo in stadi da 24.000 posti: purché si capiscano gli effetti e non si banalizzino le conseguenze.

Dilettanti sì, ma non allo sbaraglio, perché poi i conti qualcuno li deve anche pagare.

Buon non campionato a tutti.









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