IL PRIMO MAGAZINE DEL FOOTBALL ITALIANO DALLA A ALL'END ZONE
Banana Republik

Banana Republik e la Prima Divisione a undici squadre

import podcast realtà

Terminata la battaglia elettorale e confermata, in buona sostanza, la squadra che ci ha condotto negli ultimi anni è arrivata la notizia della rinuncia delle Aquile al campionato di Prima divisione.

Difficile commentare senza rischiare di dire delle inesattezze: il comunicato rilasciato dalla società parla semplicemente del mancato raggiungimento di un numero congruo di giocatori a roster per pensare di poter mantenere l’impegno preso che però, mi scuserete, risulta essere un messaggio per lo meno in contraddizione con la scelta stessa di rinunciare al campionato DOPO la stesura dei calendari, mancando quindi un impegno preso, con tutti i problemi che questa decisione comporta sia a livello organizzativo generale, che per le singola società.

Terminata l’analisi sulla presunta contraddizione rimane la sostanza, ovvero che ad un mese e mezzo dall’inizio della RS, che almeno per adesso è rimasto il 4/5 marzo, non si abbia idea né della formula né tanto meno del calendario, legato alla struttura del campionato stesso.

Per quanto riguarda la formula impossibile pensare si possa sfuggire al girone unico per due ragioni molto semplici: non esiste una squadra che abbia programmato una stagione di seconda divisione e che possa decidere di fare il salto in prima dalla sera alla mattina e, se anche esistesse, andrebbe, a cascata, a stravolgere il “campionato d’appartenenza”, con tutte le complicazioni che ne deriverebbero.

Con il girone unico si tornerebbe al tutti contro tutti e solo 4 squadre ai playoff facendo contenti, “sportivamente parlando”, i tanti che in questi anni avevano indicato nella divisione territoriale uno dei mali del football odierno. (nel momento più opportuno vi farò leggere cosa dicevate dell’ultimo campionato a girone unico)

Non credo esistano alternative e non credo ci potesse essere momento peggiore, da parte delle Aquile, per fare questo tipo di scelta, vista l’instabilità derivata dalle elezioni prima e da una assenza di tempo che costringerà a scelte indesiderate adesso.

La domanda, a questo punto, non è tanto cosa si dovrebbe fare (ad un team) in casi come questi ma trovare invece il sistema per cui situazioni di questo genere non si possano più verificare. Questo è compito della Federazione, che deve cercare di tutelare i suoi campionati e il corretto svolgimento degli stessi e delle singole società che, come dissi in riferimento alla vicenda UTA, devono prendersi le proprie responsabilità e devono iniziare a strutturarsi diversamente, indipendentemente dal fatto che il football sia uno sport dilettantistico

Sintetizzo così il mio pensiero: non è il primo esodo di giocatori a cui assistiamo e se per ogni esodo abbiamo una squadra in meno ci conviene chiudere prima di iniziare.

Nel momento in cui vogliamo passare da disciplina associata a definitivamente riconosciuta, nel momento in cui vogliamo provare a diventare appetibili per i media nazionali, nel momento in cui parliamo di numeri e crescita non possiamo accettare che si verifichino certe situazioni, perlomeno non quando si è così vicini all’inizio della stagione regolare.

La “risposta” non è, e non può essere, multare\squalificare\cancellare o inventarsi nuovi regolamenti che sanino l’ego di qualcuno ma non diminuiscono le probabilità che l’evento si ripeta, senza contare che nel momento storico in cui siamo l’ultimo dei desideri della Federazione è quello di veder sparire realtà esistenti.

Come ho già scritto servono riforme da parte della Federazione, come può essere quella dell’azzeramento dei costi sul tesseramento, ma servono anche società che la smettano di nascondersi dietro ad un dito o a progetti che si reggono solo ed esclusivamente sui disponibilità temporanee e non sulla bontà delle idee e dell’impegno che lo descrivono.

Buon non campionato a tutti.









Ultime News

Il primo magazine del Football Italiano dalla A all'End Zone.

Disclaimer

IFL Magazine (da qui in avanti chiamato “sito”) non è una testata giornalistica ed ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001, non può considerarsi un prodotto editoriale. Qualsiasi logo, marchio, brand, sigla, trade mark o immagine riportata sul sito e non appartenente in maniera esplicita a quest’ultimo, sono protetti dalla normativa vigente relativa ai marchi, la proprietà intellettuale e/o il copyright (Direttiva 2004/48/CE, Legge 633/22-04-1941, Dlgs 30/2005) e appartengono pertanto ai rispettivi proprietari. L’utilizzo delle immagini sul sito segue le norme del fair use. Per ogni immagine utilizzata sarà citata la fonte. Se i proprietari di tali immagini ne desiderassero la rimozione, li invitiamo a contattarci all’indirizzo [email protected], al fine di poterle rimuovere nei più brevi tempi possibili. Tutti i contenuti di questo sito sono di proprietà intellettuale dei rispettivi autori, e sono soggetti a ‘Riproduzione Riservata’. Ai sensi della Legge 633/41, se ne vieta la riproduzione, anche parziale, senza l’esplicita autorizzazione scritta dell’autore.

Team

Coordinatore: Simone Mingoli Vice Coordinatore: Giovanni Ganci Contributori: Simone Mingoli, Giovanni Ganci, Andrea Mirenda, Marc Taccone, Simone Paschetto Grafica: Battista Battino, Paolo Re Infografiche: Battista Battino Contenuti Fotografici: Fotografi del football italiano Coordinatore IFL Mag Radio: Simone Mingoli Contenuti Radio: Simone Mingoli, Giovanni Ganci, Andrea Mirenda, Marc Taccone, Simone Paschetto Webmaster: Rendall Narciso Infrastrutture: CAGE7 Partners: #ASSOFOOTBALL, Dalsport74

Per informazioni e contatti scrivi a: [email protected]

Copyright © 2016 IFL Magazine - #ASSOFOOTBALL

To Top