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Blue Team verso la finale, intervista ai protagonisti

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E’ passata la nottata e di certo sarà stato un toccasana per il Blue Team dormire sonni tranquilli dopo l’incubo del primo tempo nel match contro Israele. La reazione però c’è stata e anche rabbiosa, quindi i presupposti per una finale di livello ci sono. Alcuni giocatori hanno mostrato una grande maturità riuscendo a prendersi in spalla la squadra e trascinarla alla vittoria.

Abbiamo deciso di intervistare alcuni di questi, ovvero Luke Zahradka, Tommaso Finadri e Alex Ferrari per conoscere la situazione del team e la loro mentalità in preparazione all’obiettivo finale.

A voi l’intervista:

Una vittoria è una vittoria, ma per due quarti è stata dura. Dopo l’halftime abbiamo visto il vero Blue Team. Ma cosa è successo?

TOMMASO FINADRI: Il primo tempo è stato pieno di errori, eravamo contratti e ci siamo fermati da soli. Nel secondo tempo ci siamo sciolti ed è uscito l’entusiasmo di giocare. Lungi dall’essere perfetti, è il punto di partenza per la partita con la Serbia.

LUKE ZAHRADKA: Certo, una vittoria è una vittoria e la prendiamo ma dobbiamo giocare il football del Blue Team per quattro quarti la prossima partita. Non sono sicuro cosa l’abbia causato, il nostro attacco ha faticato e stavamo commettendo veramente troppi errori. Secondo me la difesa è stata splendida, li abbiamo fermati con le linee e abbiamo spento l’offense israeliana.

ALEX FERRARI: Purtroppo abbiamo faticato a trovare il ritmo. Abbiamo avuto un po’ di problemi ad a entrare nel match ed a trovare il giusto passo. Quando siamo entrati nel secondo tempo era scattato qualcosa, quell’interruttore che ci ha fatto partire in modo giusto. Penso sia in parte normale e dovuto al fatto che con così pochi allenamenti alle spalle non è sempre immediato riuscire a partire col piede giusto. L’importante è poi farlo nel corso dei quattro quarti

Siete stati capaci di tornare in campo e meritarvi la vostra vittoria. Cosa vi hanno detto i coach e quanto è importante questa reazione per la prossima partita, la finale?

TF: Il coach ha detto di spegnere il cervello e di riaccenderlo. Manovra rischiosa ma apparentemente ha funzionato!

LZ: I coach all’halftime ci hanno detto semplicemente di fare il nostro lavoro e giocare come siamo capaci ed è ciò che abbiamo fatto nel secondo tempo. Se continueremo a giocare come il Blue Team può giocare saremo una squadra veramente difficile da battere.

AF: I coach sono stati essenziali nel darci le giuste motivazioni e nel mantenerci tranquilli ma carichi al punto giusto. All Halftime c’era bisogno di una svegliata generale… e i coach l’hanno suonata. C’hanno chiesto di tirare fuori l’Italia che abbiamo dimostrato di essere contro la Francia… e noi abbiamo eseguito. 

Ora incontrerete la Serbia. Qual è il vostro stato d’animo per questa partita?

TF: Anche nelle amichevoli passate siamo scesi in campo spesso contratti e pensiamo a non sbagliare invece che a divertirci giocando a football. Contro la Serbia serve quello che invece ci ha permesso di fare un ottima partita contro la Francia, energia ed intensità. La Serbia ci ha battuto un anno fa proprio qui. Le squadre e la posta in palio ora sono molto diverse ed è l’occasione migliore per ottenere la rivincita.

LZ: Dobbiamo andare in campo e dominare ogni azione. Offensivamente e difensivamente se giocheremo al 100% ogni azione e concentrarci sul resto solo quando serve, vinceremo questo Europeo. GO BLUE!

AF: Ognuno il suo, per vincere insieme.

 

Di certo, lo spavento del pareggio con Israele a fine primo tempo può solo aiutare la nazionale a crescere. A sfruttare le proprie capacità, ma sopratutto divertirsi eseguendo gli schemi preparati. E ciò che serve, che ci serve, per guadagnarci il ritorno nell’elite.

 









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