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Blue Team Italia, la difesa ai Raggi X

difesa

Ormai ci siamo. E’ iniziata l’ultima settimana di preparazione per gli Europei di Qualificazione di Lignano Sabbiadoro organizzato da #Assofootball.

Dopo avervi raccontato, non senza qualche fatica, le squadre che parteciperanno al torneo insieme al Blue Team (ovvero Svizzera,Serbia e Israele) è arrivato il momento di passare ai raggi X tutti i reparti della nostra nazionale . Per farlo, abbiamo deciso di dividere la formazione italiana in 3 parti. Il primo appuntamento sarà sulla difesa, sulla filosofia che la fa muovere all’unisono e sugli atleti che ne fanno parte e che verranno sfruttati fino all’ultimo centesimo per mettere in risalto le capacità di ognuno.

FILOSOFIA

Il padrone di questa difesa è senza alcun dubbio il coach Daniele Rossi. Colui che insieme ai propri giocatori è stato in grado di riportare i Giants Bolzano ad una finale, ha portato le proprie idee anche nel Blue Team con un percorso iniziato nel 2014 e che ha subito parecchi cambiamenti. La prima concezione di difesa vedeva una linea composta da 4 giocatori, con una divisione netta fra rusher (i defensive end) e gli “addetti alle corse” (il tackle e noseguard). A coadiuvarli, un Middle Linebacker di stazza, con vicino un Outside linebacker e un Rover. Nonostante potessero sembrare simili, il Rover aveva più funzione di Strong Safety, con annessa maggiore attenzione alle situazioni di passaggio. Dopo essersi presentato con questa formazione nella prima sfida con la Svizzera di Gennaio 2015, la definizione del personale che avrebbe poi composto il roster dell’Europeo (tra i meno modificati nel tempo) ha visto un totale cambiamento di filosofia. Già dal successivo match contro la Serbia di Settembre 2015 la nuova indicazione vedeva una classica 3-4, con le linee molto più pesanti e un solo defensive end leggero, utile nelle situazioni di passaggio. Questo cambiamento ha permesso una maggiore flessibilità ed imprevedibilità sopratutto nelle situazioni di blitz e la possibilità di mischiare e nascondere ulteriormente le coperture, per diminuire i punti di riferimento. Nonostante contro i serbi e nel rematch con la Svizzera a Gennaio siano arrivate due sconfitte, la difesa ha sempre svolto più che egregiamente il proprio lavoro, commettendo pochi errori e subendo pochi punti totali.

DEFENSIVE LINE

Sicuramente il reparto più affidabile della difesa azzurra è ai comandi di coach Simone Orsi. Composto da un perfetto mix di forti giovani ed intramontabili veterani, ha nei suoi componenti una enorme quantità di talento. Se le capacità di un mostro sacro come Diego Gennaro sono note a tutti da tanti anni e garantiscono l’esperienza necessaria per questo genere di competizioni, l’imprevedibilità di Davide Cacciolatto e Lorenzo Dalle Piagge sarà utilizzata spesso per confondere le idee delle linee d’attacco avversarie. Gli addetti ai sack saranno Giacomo Insom (alla prima apparizione e sack leader della IFL 2016) e quello che da anni è il miglior Defensive Line d’Italia, Simone Bernardoni. Ad aggiungere peso e a coprire la posizione di Noseguard così importante nella concezione della 3-4 saranno Luca Cova, autore di una grande stagione con i Seamen, e il bolzanino Elia Viviani. Chiude il cerchio Andrea Pasquali, giocatore in uno dei campionati più competitivi d’Europa con i finlandesi Tampere Saints e che non vediamo l’ora di vedere all’opera.

LINEBACKER

Reparto all’insegna della versatilità quello comandato da coach Aristide Marossi. Grande interesse intorno alle prestazioni di Vincent Romano (già apprezzato con i Lions Bergamo) e Nikolas Suppa (giocatore degli Schwabish Hall Unicorns), gli oriundi presenti tra i linebacker. Il peso dei placcaggi però non sarà solo su di loro, anzi. Tanti i Giants presenti nel roster della nazionale, sia per meriti sia per la conoscenza profonda del playbook difensivo. Si tratta di Alberto Gallina, Alex Ferrari e Paolo Ricchiuti. Si tratta di giocatori molto diversi: mentre il primo è utilizzato quasi come quarto di linea grazie alla sua possenza fisica, Ferrari è il classico Will Linebacker, mentre Ricchiuti è un ibrido tra un safety e un outside. Un altro veterano e perno della difesa è Andrea Benoni, visto finalmente nel palcoscenico della IFL nel 2016 e campione sia dal punto di vista tecnico sia da quello fisico. Completa il reparto il giovanissimo Kevin Khay, precedentemente escluso ma rientrato nei 45 dopo la rinuncia del DB Pignataro.

DEFENSIVE BACK

Come sempre sopratutto nel football europeo, il ruolo più difficile è proprio quello dei defensive back. Grande deve essere quindi il lavoro di coach Gerbaldi per sfruttare tutte le qualità di un roster così competitivo. Ovviamente, spiccano il nome dell’oriundo Brian Michitti (anche lui degli Schwabish Hall Unicorns), ma importante è anche l’apporto dei veterani Francesco Roccotiello, Federico Forlai ed Alex Erioldi. Proprio quest’ultimo, insieme al Rhino Carlo Raco, è tra i più versatili dell’intera difesa, essendo in grado di coprire ottimamente ma allo stesso tempo blitzare con efficacia. Per quanto riguarda la coverage pura, sopratutto sul profondo, i cornerback Giovanni Caccialupi e gli esordienti Arturo Morara e Giuseppe Della Vecchia forniscono buone garanzie anche in caso di copertura a uomo.

CONSIDERAZIONI

Nell’ovvia ansia che accompagna l’inizio di questa fondamentale competizione, la difesa è sicuramente una delle maggiori certezze. Nonostante le prestazioni altalenanti della squadra nelle ultime amichevoli, la D ha sempre retto le offensive avversarie, risolvendo anche alcune situazioni complicate generate da un attacco Blue che ha faticato. La scelta dei giocatori rispecchia precisamente la concezione con cui questa squadra è nata: Non esistono titolari e non esistono riserve. Ognuno di questi giocatori è in grado di svolgere il proprio compito in maniera egregia sfruttando le proprie uniche qualità e sarà fondamentale nelle situazioni che contano.

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