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Division II

Div II, il voto delle neo-promosse

Sharks Palermo Finale 2016 Div III

Tutti gli anni, stagione dopo stagione, sono diverse le squadre che, muovendosi tra le divisioni, scelgono di salire o scendere di categoria mettendosi alla prova con campionati superiori o costringendosi, vuoi per economia, vuoi per lunghezza del roster, a giocare campionati di fascia inferiore.

Parlando di Div II, quest’anno sono state quattro le squadre che si sono affacciate a questo campionato dalla terza divisione. Parliamo degli Sharks Palermo, dei Sentinels Isonzo, dei Mastiffs Ivrea e dei Frogs Legnano (non si parlerà dei Raiders West Coast, unione degli Storms Pisa e degli Etruschi Livorno, perché i primi già erano iscritto al campionato di seconda divisione nel 2017).

Al termine della regular season, analizziamo e valutiamo il loro percorso con i nostri grade:

Sharks Palermo – Voto: 8

La squadra di Palermo è stata senza alcun dubbio la rookie-rivelazione del campionato 2018.

Inserita in un girone complicato dalla presenza dei Warriors Bologna, squadra candidata al titolo, e da quella dei Braves Bologna, che alle porte del campionato si presentavano come un’altra temibile avversaria, il team siciliano è stato più volte chiamato a difendersi da squadre che, almeno sulla carta, dovevano essergli superiori.

Eppure gli Sharks hanno esordito con il carattere tipico del sud e, infuocati dalla passione per il gioco, si sono subito fatti notare. Prima l’inattesa vittoria in trasferta contro i Braves per 9 a 13, poi la dimostrazione di essere presenti ed avere la situazione sotto controllo, nella partita contro i Knights vinta per 20 a 10.

Nelle fasi inter-divisionali la partita di calendario contro i Blue Storms (oggi testa di serie n.3 dei playoff) lasciava pensare che ci sarebbe stato un ridimensionamento generale dell’entusiasmo, ma la sconfitta per solo 9-7, tra l’altro al cardiopalma poiché arrivata a pochi istanti dalla fine, ha chiarito che questa squadra è assolutamente nel giusto campionato.

Se è vero che la doccia fredda li ha attesi tra le mure amiche contro i Warriors, si dovrà pure considerare il fatto che, nonostante lo scarto di quasi trenta punti, in questo momento gli Sharks sono stati gli unici ad aver segnato punti ai bolognesi, ad oggi la migliore difesa di Div II per punti subiti in regular season dal 2012 a questa parte (solo 25).

L’importante prova della partita con i Mastini, un match del mercoledì che li ha costretti a disputare tre partite in 10 giorni e che li ha visti andare incontro ad un’altra sconfitta, ha poi chiarito che gli Sharks non sono una formazione da titolo, ma nei play-off potrebbero sorprenderci ancora.

Perché si: gli Sharks sono entrati nei playoff e vedere una rookie farcela al suo primo anno non è proprio cosa comune. In più c’è dalla loro questa sensazione che, con merito, avrebbero ben figurato praticamente in ogni altro girone del campionato. In alcuni in particolare, forse, avrebbero persino potuto gareggiare per il primo posto della classifica.

Tenendo come metro di riferimento il confronto con gli altri campionati delle rookie, 8 è sicuramente il voto giusto.

Sentinels Isonzo – Voto: 5

Campioni in carica nel non lontano 2017, quando vinsero la finale di terza divisione proprio contro gli Sharks Palermo. I Sentinels sono entrati in seconda divisione in un girone davvero complesso che ad essere sinceri, ad inizio campionato, nessuno avrebbe mai pensato che si sarebbe rivelato il più complesso di tutti.

Le sentinelle si sono trovate a dover fronteggiare tre squadre che, negli ultimi anni, si sono date davvero battaglia. I Cavaliers e i Mastini sono entrambe, da anni,m squadre da playoff, mentre l’uscita dei Saints come squadra contendente al titolo 2018 era probabilmente inattesa per ogni persona coerente che ne parli.

Così, senza pretese, i Sentinels hanno dovuto giocare il loro campionato. E lo hanno fatto nell’unico modo in cui potevano: incassando sconfitte a ripetizione, ma dando sempre il massimo. I ragazzi di Coach De Grassi hanno onorato il campo con prestazioni sempre caratterizzate da grande mentalità e fervore agonistico, elementi indispensabili a qualunque livello della competizione.

Il risultato è stato un record negativo nella sua totalità. Nessuna vittoria, ma tanta convinzione che per questo team ci sia davanti un futuro interessante. Un percorso che è nato scritto in salita, che non ha fatto raggiungere ai Sentinels la nostra sufficienza, ma che per la sua complessità spalanca le porte ad un più che onesto e meritato 5. Di merito e fiducia.

Perché anche questa squadra, in un girone diverso da quello in cui si è trovata, forse avrebbe avuto qualcosina in più da dire e forse, per qualcosa di più del quarto posto, avrebbe potuto competere. I Sentilens avranno da lavorare per portarsi a livello di un campionato nel quale, a dispetto delle apparenze, non hanno di certo sfigurato.

Mastiffs Ivrea – Voto: 5

Prima del campionato, i Mastiffs si sono fusi con i Blitz e, perché no, hanno provato la seconda divisione.

Indubbiamente inseriti nel girone più facile del campionato, il 5 che abbiamo dato loro ha un peso e un valore tutto diverso da quello dato ai Sentinels. Una squadra che unisce due realtà ha delle difficoltà differenti da affrontare, specie se unisce due realtà che già in terza divisione non competevano ad altissimi livelli per fare il salto nel vuoto che porta dal football a 9 a quello a 11.

E forse, leggermente di più che per le altre squadre, proprio questo passaggio da 9 a 11 uomini in campo si è fatto sentire. Se fossero stati da subito la squadra che abbiamo visto verso la fine del campionato (giocatori e coach), per i Mastiffs non sarebbero arrivati quei primi risultati negativi  che hanno compromesso la loro stagione, contro dei team che, andando avanti nel campionato, hanno poi scoperto essere alla propria portata.

Complice la curva discendente degli Hammers, la squadra, che nel frattempo si è compattata ed è passata sotto una differente guida, ha trovato un suo importantissimo equilibrio: e via di “sogno-playoff ad occhi aperti”. Due vittorie ad incastro ed un’ultima, difficilissima partita contro i Daemons che non avrà regalato quella gioia finale, ma ha donato quella di essersi potuti battere fino alla fine.

Per il resto del 2018 i Mastiffs non potranno far altro che restare a guardare, ma che bella storia da raccontare lì nel Canavese, dove di football ce n’è solo perché sventola la loro bandiera. Ed è certo: i Mastiffs anche nel 2019 dovranno sgomitare per farcela, ma siamo sicuri che non si tireranno indietro dal colpire tutti quelli attorno a loro; o quanto meno dal provare a farlo.

Frogs Legnano – Voto: 2

Parliamoci chiaro: questo voto dovrebbe essere zero. Poi certo, lo so: zero è “violento”. Zero è “esagerato”. Ma lo è davvero? No. Non lo è. Ed il 2, lo si chiarisca qui per l’ultima volta in questa stagione, è per i giocatori. Lo 0 di cui parlo, invece, è per la dirigenza. Lo 0 è per chiunque, mosso da sogni, idee o speranze, non ha capito o non è stato in grado di rendersi conto, che non era questo il campionato al quale doveva partecipare. Non lo ha capito al punto da raccontare, prima del campionato, di avere in progetto, da lì al tempo di tre anni, di accedere alla Divisione I.

Partecipare alla Divisione II è stato sbagliato. Sbagliato per i ragazzi, sbagliato per il campionato, sbagliatissimo per la squadra e la sua storia. Dietro un “nome” come quello dei Frogs deve esserci organizzazione e struttura; che non vuol dire essere per forza una squadra da titolo, ma significa affrontare un campionato avendo una squadra che possa competere con gli avversari senza avere come obiettivo quello di segnare almeno 7 punti in stagione.

Verrebbe da dire che a volte è meglio lasciare che sia la storia a prendersi cura di una squadra che, nonostante abbia raggiunto con questo 2018 il suo picco storico negativo, resta nella memoria un meraviglioso modello di sport. La terza divisione è il luogo dove sarebbe stato giusto rifondare una società che merita di esistere e che ancora oggi regala ai ragazzi di Legnano la possibilità di praticare questo nostro sport che così tanto amiamo.

 

Foto: Giulio Busi









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