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Division II

Div II, le semifinali dei più grandi

Semifinali Div II 2018

Viene da riflettere sul fatto che se due di queste squadre non si fossero incontrate in regular season (Pretoriani e Saints), probabilmente sarebbero state questi stessi quattro team le prime quattro teste di serie della seconda Divisione. Con la vittoria dei Saints a Roma, i Pretoriani scalarono quinti dietro agli Hogs, salvo poi recuperare questa posizione di diritto sul campo, battendo gli amaranto fuori casa e qualificandosi per la semifinale. Saints, Pretoriani, Warriors e Blue Storms. Quattro squadre sempre on-top in questa Div II; in cima ai loro gironi, con qualità, carattere ed espressione di un football che per certi aspetti, una volta applicati i giusti innesti d’oltreoceano, potrebbe già competere con quello della massima divisione. Ma il tempo stringe e così diminuiscono i posti a tavola. È tempo di ricevere l’invito per la cena a due.

Saints vs Pretoriani

Queste squadre si sono già incontrate a Roma per una partita che fu una vera e propria battaglia. Questa volta, però, saranno i romani ad affrontare la lunga trasferta che divide la capitale da Padova. Togliendo il lato fisico, di per sé sempre presente con queste due squadre in campo, resta da parlare del gioco.

I Saints, che nella regular season si sono assestati sul 66% di corse e 34% di lanci, in realtà vivono di un equilibrio produttivo importante tra le parti. Il gioco di corsa passa principalmente per le gambe di Masiero, un perno di questa squadra. Masiero è coinvolto anche nel gioco aereo, un reparto guidato da Zacchettin (nessun intercetto in stagione regolare) e nutrito di bersagli (Danese, Petrolati, Giustozzi, Boninsegni), tutti chiamati in causa con continuità. In sostanza, i Saints possono colpire per via aerea in ogni zona del campo. La difesa padovana è una di quelle fisiche e coriacee, che tende a concentrare i propri sforzi nei primi down per mandare gli avversari al terzo e cercare il cambio di possesso. Giggio, Contessa e Turioni, i migliori placcatori di una lista di difensori che evidenzia, in termini statistici, grande presenza a tutti i livelli del campo.

Parimenti i Pretoriani risultano interessanti per gioco e qualità. Il sistema di corsa stile-barbari e la spread offense dei Gladiatori si sono fusi, sotto Coach Cestari, in un gioco volto a mettere in risalto il collettivo e le individualità. Via terra è il trittico AliverniniDi GiorgioSensi a trascinare la squadra. Se l’ultimo dei tre ha visto circa la metà dei tocchi dei primi due, lo ha visto però trovare la end-zone altrettante volte. L’ensemble dei tre ha regalato alla squadra 29 TD di corsa. Soddisfazioni anche per D’Ottavi che dalla cabina di regia ha realizzato 9 segnature di lancio su Giannetta, Paparelli, Ticenghi e di nuovo Di Giorgio. Una difesa arcigna, quella romana, che ha già dimostrato di sapersi adattare all’avversario senza farsi snaturare o disorientare. Con l’attacco che entra ed esce dal campo rapidamente, i Pretoriani hanno concesso qui e là qualche marcatura, sapendo però imporre sempre il proprio gioco. Una sola eccezione: la partita di andata contro i Saints. In difesa bene Amato, Francioni (già convocato all’All Star Game con Alivernini), Passerini, Fondati e Tognoli.

Un rematch a questi livelli diventa sempre interessante e non può che generare un grande hype. L’attesa sarà appagata stasera in quel di Padova, quando le squadre scenderanno in campo per un confronto che, per certi aspetti, può considerarsi per qualità una finale anticipata. D’altra parte, già da un po’, non si scherza più.

Warriors vs Blue Storms

Una squadra apparentemente imbattibile, con mire da prima divisione; una che con le unghie e con i denti si è guadagnata il posto alla semifinale di categoria, riconfermandosi, per un anno ancora, al top del campionato di seconda divisione.

I Warriors arrivano a questo penultimo atto con una squadra il cui roster è (forse) corto, ma qualitativamente spaventoso. Una difesa praticamente inviolata, che anche alla prima di playoff non ha subito TD e che fin qui è stato il volto di un team che sembra già essere destinato alla serie A. Tanti i nomi da celebrare: Calbucci, Camassa, Piloni, ma anche Nadalini e Mirenda, entrambi con 4 sack a testa. Questa difesa, orchestrata magistralmente da Coach Longhi, un po’ a torto e un po’ a ragione ha nascosto le qualità di un attacco che non è stato da meno. Il gruppo offensivo guidato in campo da Scaglia ha colpito ed affondato senza sosta tutti gli avversari trovati lungo il cammino. Una media di 40 punti segnati a partita, un gioco fluido, bilanciato tra corse e lanci e super efficace in entrambe le vie. Zanetti, Sassoli, Parlangeli, Gulisano ed altri a raccogliere i passaggi del QB bolognese, Cira a correrne gli hand-off. I Warriors attaccheranno per la vittoria e difenderanno per la gloria. Una combinazione potente, di quelle che difficilmente i Blue Storms potranno arginare.

I Blue Storms, dal canto loro, hanno fin qui vissuto un anno davvero intenso. Non bisogna dare per scontati i molti risultati positivi di questa squadra, fin qui imbattuta; toglierebbe loro il merito di aver affrontato e vinto le molte difficoltà che, a partire dal cambio del QB, per finire con i molti acciacchi, hanno complicato la loro stagione. Gementi, playcaller della squadra, è entrato in campo dopo anni di football giocati in un altro ruolo, per altro con due partite di ritardo rispetto al resto della squadra. Le difficoltà del QB, palesate dai numeri, sono state levigate da un rodaggio più lento, ma efficace, e dal buon gioco di corsa che Binda, Posté e Maj, si sono divisi durante la stagione. A dare ossigeno all’attacco, una difesa molto presente, che ha subito una media di soli 8,9 punti a partita durante la stagione regolare. Impressionante la statistica annuale di Rossini, capace di assestare agli avversari un totale di 10 sack, ma anche per Maglia e Gagliardini, parlando di statistiche, la stagione è stata buona. Anche in questo caso sarebbero diversi i nomi da portare all’attenzione, fermo restando il fatto che, per tutte le squadre nominate, sempre troppo sottovoce passa il lavoro delle OL, tutte meritevoli di lode solo per aver portato qui le proprie squadre.

Difficile immaginare i Warriors perdenti, ma il football ci ha preparati sempre a grandi sorprese. Non resta solo che guardare le luci accendersi in pista ed attendere che anche oggi, come tutti gli oggi di ogni altro week end di football, si aprano le danze. Proni a ballare?

 

Foto: Giulio Busi e M. Radoni via Uff. Stampa Squadra

 

 









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