IL PRIMO MAGAZINE DEL FOOTBALL ITALIANO DALLA A ALL'END ZONE
Ogni Maledetta Luganega

Doping e Football Americano in Italia – interviste a ex giocatori

doping ogni maledetta luganega bowl secco doping

Dopo avere letto il mio pezzo per “Ogni Maledetta Luganega” sulla Vigoressia, Guido Cavallini mi ha contattata.

Guido, che non ha bisogno di presentazioni qui, mi ha suggerito la serie di articoli sul doping che avete già letto e ha avuto l’idea di contattare ex giocatori per chiedere loro che rapporto avevano avuto col doping mentre erano in carriera sportiva.

Così ho buttato giù qualche domanda per queste persone e gliele ho girate. Lui si è fatto da tramite, è persona fidata per quelli che hanno risposto, e mi ha mandato le loro considerazioni in forma del tutto anonima, tutte insieme, incollate come testo di una mail.

Io, quindi, non so chi abbia risposto e cosa. Sopratutto, senza Guido non avremmo queste testimonianze da rendere pubbliche.
Prima di riportarvele qua, quindi, lasciatemelo ringraziare. Grazie mille Guido, senza te i giocatori di oggi non avrebbero potuto leggere queste parole.
Prima di riportarvele qua, lasciatemi dire che questo articolo non esce senza un prezzo emotivo per me.
Usare doping è barare, lo sport dovrebbe insegnare altri valori, come quello della lealtà, quello del sacrificio e quello del duro lavoro.
Usare doping ha conseguenze scientificamente dimostrate sulla salute, a breve e a lungo termine.

Negli anni 80 e 90 io ero una bambina e una ragazza, nel 2017 ho l’età per essere una degli adulti ai quali i giovani del football sono affidati e in questo ruolo, non in quello di nutrizionista, ritengo che se qualcuno dei giocatori di ora sottostimasse la gravità, morale e per la propria salute, del gesto di doparsi, noi “grandi” saremmo responsabili e avremmo fallito.

Ai ragazzi, invece, rinnovo l’invito già riportato sulla “Luganega”, nel dubbio, rivolgetevi a un medico, un nutrizionista, un fisioterapista, un massaggiatore, del quale vi fidate. Non vi tradirà e non sarete soli nella riflessione. Io resto a disposizione.

Le interviste

Ex Giocatore I

Chi ti ha proposto per la prima volta di usarlo?
2 compagni di reparto all’ultima partita di regular season in cui ci giocavamo l’accesso ai Playoff. Chiaramente si trattava di pillole eccitanti (non ricordo se plasil o altro)

Era usuale ai tuoi tempi farne uso?
Sì, in quegli anni 90 nelle squadre girava tanta droga e sostanze dopanti, nella mia esperienza molti atleti che utilizzavano questi metodi e sostanze lo facevano di nascosto, ma altri non si vergognavano di prenderle nello spogliatoio o di dichiarare che stavano facendo dei cicli di decadurabolin o di ormoni GH.

Perché hai detto no/ perché hai deciso di non farne uso?
Da adolescente avevo gia dovuto lottare contro una dipendenza e sapevo quanto subdola e infiltrante era il suo giogo. Era stata una vera battaglia liberarsene e da allora rifiutavo tutto ciò che vedevo negli altri diventare una dipendenza. Lo sport praticato da piccolo mi aveva insegnato tutto con le sue delusioni ed i suoi successi. Non mi piaceva l’idea di truccare le carte per sostenere un gioco ed essere ad alti livelli come giocatore mi rendeva orgoglioso. Vedere molti atleti drogarsi per affrontare la “paura del campo” o della propria prestazione me li faceva vedere come dei tossico dipendenti. Un po’ diversa era la considerazione verso chi usava sostanze dopanti per la propria crescita atletico-fisica, ma anche in questo caso lo sentivo come voler truccare delle carte, superare i propri limiti attraverso delle scorciatoie mi avrebbe fatto sentire sporco.

Cosa si pensava di chi ne faceva uso? Cosa i pensava di chi non ne faceva uso?
Chi non ne faceva uso non si curava di chi le utilizzava e lo stesso era per l’esempio opposto. A volte quando c’era confidenza e amicizia ti proponevano l’uso occasionale e al tuo rifiuto scattava quasi dell’imbarazzo. Più o meno come quando gira una canna nel gruppo e magari rispondi no grazie.

Che motivazione veniva data ai giocatori per usare il doping (se la proposta partiva dalla società e non era il ragazzo a decidere di sua iniziativa)?
Nella mia esperienza nulla era alla luce del sole, quindi non so se qualche medico sociale aiutava nella fornitura o seguiva con una programmazione personale. In fin dei conti anche in partita vi erano pratiche mediche di supporto agli infortunati che oggi sono considerate vietate. Quello che so è che tutto l’ambiente, Federazione, Medici, Coach erano a conoscenza di queste pratiche da parte di molti atleti e nessuno prima dell’intervento del CONI (allora F.I.A.F. credo gli anni 90 – 94) si era posto il problema, anzi credo che facesse comodo avere atleti “tirati” come i cavalli al palio di Siena, da schierare in campo. Ovviamente con l’avvento dell’antidoping CONI, e le decine di squalifiche arrivate ai primi controlli, questi atleti sono passati in un attimo da essere dei super-atleti richiesti dalle principali squadre, ed anche dalla nazionale, ad essere demonizzati, isolati e visti come dei poveretti. Ad un certo punto è sembrato quasi che fosse scattata la caccia alle streghe, ovviamente i primi persecutori furono proprio quei Dirigenti e Coach che pochi anni prima consapevolmente usufruivano e cercavano questi atleti.

Esistevano i controlli antidoping? e come venivano effettuati? Come si aggiravano?
I primi protocolli antidoping erano abbastanza generici, sia per la capacità di ricerca delle sostanze proibite che per l’organizzazione logistica della raccolta dei campioni. All’evenienza si riuscivano ad aggirare se si trovava un compagno “pulito” disposto ad urinare al tuo posto. Io stesso a volte ho aiutato un mio compagno pescato ad hoc per il controllo. Sono diverse le ragione per cui l’ho fatto: Lo vedevo come un capro espiatorio per chi voleva ripulirsi la coscienza, prima atleta idolo, poi rinnegato. Se gli avessi girato le spalle mi sarei sentito come loro, in fin dei conti anche io sapevo negli anni precedenti del suo uso di sostanze dopanti e lo avevo accettato come compagno di squadra, farmi da parte o non aiutarlo era come tradirlo. Probabilmente è stato sbagliato ma tornassi indietro farei la stessa cosa. Completamente diverso era il mio atteggiamento verso chi si drogava per l’evento, cocaina, anfetamine, pillole, non li avrei mai coperti… anzi c’è stata anche una rissa in spogliatoio perché [qualcuno] stava sniffando coca con all’interno dei locali anche dei juniores.

Mi lasci un messaggio per un ragazzo di 16-18 anni al quale viene proposto di usare del doping oggi per giocare a football americano?
Credo sia tutto nato tra gli anni 80 e 90, l’inizio dell’uso di droghe e sostanze mediche ad uso sportivo, la bassissima conoscenza dei loro effetti di dipendenza ed effetti collaterali, il pessimo livello culturale sportivo. Purtroppo anche oggi in Italia la “cultura sportiva” non ha fatto grandi progressi, quello che posso dire ai giovani sportivi di oggi è che assolutamente “il rischio non vale la candela” la seconda cosa è che non ha senso raggiungere un risultato sportivo attraverso un trucco o una scorciatoia e questo va oltre tutti i rischi che potete correre, ed il motivo è davvero semplice:
– se fallite il traguardo vi sentirete falliti sempre
– se raggiungete il traguardo avrete sempre con voi un’ombra in più.
Come disse qualcuno famoso, nella vita puoi perdere 100 partite ed avere la possibilità di rifarti, una volta persa la dignità l’hai persa per sempre.

Ex Giocatore II

Chi ti ha proposto per la prima volta di usarlo? e come? che tipo di sostanza?
Inizialmente in palestra in maniera diciamo cosi’ … artigianale… consigliandosi con i body builders dell’epoca…inizialmente con cicli di winstrol decadurabolin ed ecyclene locale poi un medico amico di un mio compagno di squadra mi ha proposto di inviare un campione di sangue congelato ad una università’ americana dove lui era ricercatore se ricordo bene… da questo campione di sangue fu ricavata una mappa amminoacidica ed una terapia da seguire solo con amminoacidi
Il costo degli amminoacidi dell’epoca era proibitivo per un ragazzo di 20 anni di una cifra superiore alle centomila lire giornaliere…gli stessi amminoacidi potevano essere reperiti in comuni medicinali…mangiando pero’ sessanta pillole e non ricordo bene quante fiale e bustine al giorno…medicinali che curavano malattie che non avevo ed avevano controindicazioni che non desideravo…tornai quindi alle punture di testosterone

Era usuale ai tuoi tempi farne uso?
Diciamo che le immagini proposte dalla TV dell epoca erano comunque quelle di giocatori enormi fisicamente e con delle braccia fuori misura…quindi scattava il meccanismo quasi automaticamente vedendo le immagini NFL

Per chi ha accettato: perché hai detto sì/ perché hai deciso di farne uso? per chi ha rifiutato: perché hai detto no/ perché hai deciso di non farne uso?
Semplice…ho detto si per inseguire il mito americano e per migliorare le prestazioni fisiche

Cosa si pensava di chi ne faceva uso? cosa i pensava di chi non ne faceva uso?
Almeno nel mio ambiente nulla di speciale…non ci si e’ mai bullati di chi non usava additivi… anche perché qualcuno di loro particolarmente dotato fisicamente riusciva a stare in campo ad alti livelli senza doping

Che motivazione veniva data ai giocatori per usare il doping (se la proposta partiva dalla società e non era il ragazzo a decidere di sua iniziativa)?
Mai sentito proposte da parte delle due società per cui sono stato tesserato durante il mio percorso come giocatore

Come venivi rifornito/ come compravi le sostanze?
Medico di base che faceva ricette per le medicine contenenti le sostanze occorrenti e poi comprandole in farmacia

Come ti venivano somministrate? (iniezione, pillole, da solo, il medico sociale, il fisioterapista, un coach, un compagno, …)
Iniezioni da solo o a scambio con un compagno e pillole sublinguali

Per quanto tempo ne hai fatto uso durante la tua carriera?
Quando hai smesso? (a fine carriera, quando hai avuto effetti collaterali che hai notato, dopo un antidoping positivo a te o a un compagno, dopo avere smesso da anni di giocare a football…)
Ho smesso quando ho smesso di giocare a football…alcuni effetti li pago ancora oggi…ma io al momento sono ancora “fortunato” non avendo forme tumorali…al momento pago la trasformazione di circa 30 k in massa grassa che non riesco a smaltire

Esistevano i controlli antidoping? e come venivano effettuati? Come si aggiravano?
Si per un periodo…controllo a campione tramite sorteggio se non ricordo male…mai stato estratto

Hai avuto problemi di salute riconducibili all’uso di doping mentre ne prendevi?
No

In seguito hai avuto problemi di salute legati al doping usato quando giocavi?
Come dicevo sopra il corpo si e’ trasformato…a tutt’oggi ho una concentrazione di testosterone molto elevata…in passato ho dovuto ricorrere ad altri farmaci per tenere a bada l’aggressività emotiva e sessuale causata dal testosterone

Mi lasci un messaggio per un ragazzo di 16-18 anni al quale viene proposto di usare del doping oggi per giocare a football americano?
Va in palestra e arza er fero…tutto quello che ti serve per essere un buon giocatore e’ dentro di te…nella tua testa, nel tuo cuore e nei tuoi coglioni.

Ex Giocatore III

Chi ti ha proposto per la prima volta di usarlo? e come? che tipo di sostanza?
In palestra conoscevo un medico sportivo che seguiva degli atleti di ciclismo e di body building al quale ho chiesto consiglio. Vari tipi di medicinali contenenti principalmente testosterone.

Era usuale ai tuoi tempi farne uso?
Verso la fine degli anni 80 si anche se la sua diffusione è arrivata negli anni 90.

Per chi ha accettato: perché hai detto sì/ perché hai deciso di farne uso? per chi ha rifiutato: perché hai detto no/ perché hai deciso di non farne uso?
Nel mio caso ho visto atleti americani curarsi come una scultura, crescendo di muscoli ed atletismo per la stagione sportiva e andare in scarico quando non serviva, quindi ero attratto dal limite che potevo raggiungere con il mio fisico.

Cosa si pensava di chi ne faceva uso? cosa i pensava di chi non ne faceva uso?
Nulla di particolare, tutti sapevano chi ne faceva uso , alla fine era tipo…tutti sanno ma non si dice.
Che motivazione veniva data ai giocatori per usare il doping (se la proposta partiva dalla società e non era il ragazzo a decidere di sua iniziativa)?
La scelta era sempre personale, e se sei un giocatore di talento, dotato fisicamente questi cicli di sostanze di permettono di alzare l’asticella. Se sei una schiappa rimani una schiappa anche se ti droghi.

Come venivi rifornito/ come compravi le sostanze?
Ai tempi che furono tramite ricette con medicinali che contenevano la sostanza attiva, poi direttamente da un’importazione del mercato USA…giocatori che andavano e venivano ce ne erano tanti.

Come ti venivano somministrate? (iniezione, pillole, da solo, il medico sociale, il fisioterapista, un coach, un compagno, …)
La somministrazione la scegli tu, pillole fiale etc.

Per quanto tempo ne hai fatto uso durante la tua carriera?
Una volta iniziato per tutto il tempo in cui ho giocato.

Quando hai smesso? (a fine carriera, quando hai avuto effetti collaterali che hai notato, dopo un antidoping positivo a te o a un compagno, dopo avere smesso da anni di giocare a football…)
Fuori dal periodo agonistico è terminata la programmazione medica ed ora diciamo che ho un’assunzione molto molto limitata rispetto a prima e cerco solo di mantenermi in forma. Come in tutto ciò che fa male è l’abuso non l’uso

Esistevano i controlli antidoping? e come venivano effettuati? Come si aggiravano?
Nei primi periodi antidoping ti nascondevi una provetta con dell’urina di un altro, poi è bastato farsi aiutare da chi ne capisce e prendi sostanze che terminano la loro rintracciabilità nel periodo agonistico oppure ti fai coprire con un altro farmaco che copre le tracce.

Hai avuto problemi di salute riconducibili all’uso di doping mentre ne prendevi?
Assolutamente no al momento ho 45 anni e se volessi potrei giocare ancora ad alto livello

Mi lasci un messaggio per un ragazzo di 16-18 anni al quale viene proposto di usare del doping oggi per giocare a football americano?
La mia è stata una scelta di performance individuale, a livello sportivo è penalizzata e quindi è giusto che se ti beccano sconti una pena. Ognuno fa la sua scelta conoscendo i pro e i contro, ci sono molte altre droghe più pericolose per i giovani di cui si sopporta il consumo, vedi alchol, fumo etc.









Ultime News

Il primo magazine del Football Italiano dalla A all'End Zone.

Disclaimer

IFL Magazine (da qui in avanti chiamato “sito”) non è una testata giornalistica ed ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001, non può considerarsi un prodotto editoriale. Qualsiasi logo, marchio, brand, sigla, trade mark o immagine riportata sul sito e non appartenente in maniera esplicita a quest’ultimo, sono protetti dalla normativa vigente relativa ai marchi, la proprietà intellettuale e/o il copyright (Direttiva 2004/48/CE, Legge 633/22-04-1941, Dlgs 30/2005) e appartengono pertanto ai rispettivi proprietari. L’utilizzo delle immagini sul sito segue le norme del fair use. Per ogni immagine utilizzata sarà citata la fonte. Se i proprietari di tali immagini ne desiderassero la rimozione, li invitiamo a contattarci all’indirizzo [email protected], al fine di poterle rimuovere nei più brevi tempi possibili. Tutti i contenuti di questo sito sono di proprietà intellettuale dei rispettivi autori, e sono soggetti a ‘Riproduzione Riservata’. Ai sensi della Legge 633/41, se ne vieta la riproduzione, anche parziale, senza l’esplicita autorizzazione scritta dell’autore.

Team

Coordinatore: Simone Mingoli Vice Coordinatore: Giovanni Ganci Contributori: Luca Correnti, Tony Federico, Ganci, Andrea Ghezzi, Simone Mingoli, Andrea Mirenda, Rendall Narciso Grafica: Paolo Re, Battista Battino Infografiche: Battista Battino Contenuti Fotografici: Coordinatore IFL Mag TV: Andrea Ghezzi Contenuti Video: Andrea Ghezzi, Andrea Gaia Re Coordinatore IFL Mag Radio: Andrea Ghezzi Contenuti Radio: Andrea Ghezzi, Giovanni Ganci, Andrea Mirenda, Luca Correnti, Simone Paschetto Webmaster: Rendall Narciso Infrastrutture: CAGE7 Partners: #ASSOFOOTBALL, Dalsport74

Per informazioni e contatti scrivi a: [email protected]

Copyright © 2016 IFL Magazine - #ASSOFOOTBALL

To Top