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Ogni Maledetta Luganega

Il doping – Un po’di storia

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Dopo la pubblicazione su IFL Magazine del mio articolo sulla vigoressia, mi sono arrivate diverse richieste da voi lettori in merito a un pezzo sul doping.

Ho riflettuto profondamente sull’opportunità di scriverlo o no, perche non si tratta di un argomento strettamente nutrizionale, ma il fatto che interessasse a molti e che in genere viene trattato insieme all’integrazione quando si parla di alimentazione dello sportivo, mi hanno convinta.

Non sarà un unico articolo, l’argomento è troppo vasto per rientrare in una sola “Luganega”, sebbene non riuscirò a trattare tutto il vastissimo mondo del doping – nemmeno ne ho la pretesa: ci sono persone che hanno dedicato la loro vita a questo e già potete capire da questo l’enormità del tema – scriverò di esso per alcune settimane.

Iniziamo, come nelle migliori trattazioni, con la definizione di doping da enciclopedia:

Pratica illegale che consiste nell’assunzione da parte di atleti o nella somministrazione agli stessi di droghe, sostanze eccitanti, farmaci (ammine simpaticomimetiche, analettici, anabolizzanti, ormone della crescita o GH ecc.), o nel ricorso a pratiche terapeutiche (per es. autoemotrasfusioni) rivolte a migliorare artificiosamente le prestazioni agonistiche. Il termine d., inizialmente, indicava soprattutto la somministrazione ad animali da competizione (cavalli, cani) di droghe o farmaci stimolanti durante l’allenamento o subito prima della gara.”

È doping sia l’utilizzo di sostanze estranee all’organismo (per esempio i farmaci), che l’assunzione impropria di sostanze fisiologiche (per esempio gli ormoni). Da molto poco si parla anche di possibile manipolazione genetica di alcuni atleti e a gennaio di questo 2016 è stato scoperto il primo caso di doping meccanico.

Il 30 e 31 gennaio 2016 in Belgio, a Heusden-Zolder, si sono svolti i mondiali di ciclocross e la campionessa europea in carica è stata scoperta con una bicicletta con un motorino nascosto nel tubo verticale e con un pulsante nel manubrio per avviarlo.

Si sa che questo trucco sporco era già diffuso, ma l’occasione dei mondiali in Belgio è stata la prima in cui sia avvenuta la scoperta ufficiale. Anzi, da una intervista a un esperto, pubblicata su “La Gazzetta dello Sport”, pare che la pratica sia molto diffusa anche tra i ciclisti amatori.
Il doping della bicicletta pare essere gia alla seconda evoluzione: dal motorino meccanico a quello elettromagnetico e all’utilizzo di parti in plastica, in modo che non faccia rumore.

Questo tipo di doping sicuramente non fa male alla salute, ma mi serve per introdurre due concetti importanti:

  • il doping è sempre esistito
  • la sfida tra industria del doping e agenzie antidoping è perennemente in corso ed è una dura gara in rincorsa per queste ultime

L’utilizzo di sostanze stimolanti o presunte per migliorare le performance sportive è documentato sin dall’Antica Grecia.Esistono documenti storici che provano che già nel 668 aC gli atleti curavano la propria dieta nel tentativo di migliorare la performance atletica. L’intreccio tra doping e alimentazione risale alla notte dei tempi dunque.

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Era pratica comune mangiare organi di animali con l’obiettivo di diventare più forti e sopportare più a lungo la fatica. Inoltre, gli antichi atleti Greci bevevano sostanze alcooliche prima dei Giochi.

All’entrata dell’antico stadio olimpico a Olimpia, ci sono dei piedistalli, che durante le Olimpiadi Antiche (776 aC- 394 dC), sorreggevano statue di Zeus. Queste statue si trovavano lì perché il dio supremo dell’olimpo, Zeus, punisse tutti gli atleti che avrebbero barato durante lo svolgersi dei Giochi.

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Usare sostanze ritenute stimolanti o ergogeniche, però non era considerato disdicevole o un comportamento contro le regole olimpiche.
Nel 1896 un ciclista inglese (Arthur Linton) è morto a causa di un abuso di sostanze eccitanti, subito dopo avere vinto la Parigi-Bordeaux, divenendo il primo caso registrato di morto per doping sportivo.
Il vincitore della maratona del 1904, Thomas Hicks, perse i sensi al termine della gara e i medici scoprirono che aveva assunto uno stimolante e del cognac.
Alle Olimpiadi di Londra del 1908, Dorando Pietri, entra nella storia dei Giochi come “famoso per non avere vinto”. Il maratoneta italiano taglia il traguardo sì per primo, ma sorretto dai giudici di gara e dai medici per gli ultimi 200 metri di percorso, perché sfibrato dalla fatica, probabilmente a causa di un mix di cognac e stricnina (uno stimolante).

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Fino alla fine della Prima Guerra Mondiale, l’utilizzo di doping nello sport non era punito o ritenuto disdicevole.
La parola doping è stata introdotta prima degli anni 30 nella lingua inglese, ma la prima risoluzione anti-doping votata dal Comitato Olimpico Internazionale risale al 1967.

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Nel 1933, un medico tedesco, Otto Rieser pubblica il suo libro “Doping and Doping Substances” nel quale scrive:

l’utilizzo di mezzi artificiali [per migliorare la performance] è considerato da lungo tempo con lo spirito sportivo e viene quindi condannato. Tuttavia, sappiamo tutti che queta regola viene continuamente infranta e che le competizioni sportive sono spesso piu una questione di doping che di allenamento. È altamente disdicevole che coloro che hanno la responsablita di supervisionare gli sport sembrino non avere le energie necessarie per portre avanti la campagna contro questo male, e che un atteggiamento indulgente e disastroso si stia diffondendo. I medici non sono senza colpa per questo stato di cose, in parte a causa della loro ignoranza, in parte perché prescrivono farmaci potenti, che non sarebbero disponibili agli atleti senza prescrizione, allo scopo di domarli”.

La NFL ha iniziato i controlli sulle sostanze assunte dai giocatori soltanto nel 1982, ma i test per gli steroidi anabolizzanti sono stati introdotti 5 anni più tardi. Il programma anti-doping della NCAA ha avuto inizio nel 1986.
La World Anti-Doping Agency è stata costituita soltanto nel 1999.

Dal momento in cui si è iniziato a guardare al doping con altri occhi, negli anni ’20, la guerra all’utilizzo di sostanze che aumentano, o si ritiene che aumentino, la performance, in modo considerato illegale, è una continua rincorsa delle agenzie preposte, non solo storicamente, come avete potuto leggere sopra, ma anche dal punto di vista scientifico-tecnologico. Chi fa uso di doping o chi fa usare il doping agli atleti è spessissimo più avanti come molecole e come metodi di somministrazione di chi deve sovrvegliare.

Ci ritroviamo qui la prossima settimana per proseguire l’argomento.

Continuo a ringraziare voi che mi leggete e commentate sempre con grande attenzione e coloro che mi scrivono all’indirizzo

[email protected]

Per mandarmi suggerimenti e idee.

Referenze Bibliografiche

Enciclopedia Treccani – http://www.treccani.it/enciclopedia/doping/
World Anti-Doping Agency – https://www.wada-ama.org
Bici e doping tecnologico, il vero motore? Nella ruota – http://www.gazzetta.it/Ciclismo/01-02-2016/bicicletta-motore-ruota-sistema-nuovo-vecchio-grafico-zolder-van-den-driessche-140501305543.shtml

Yesalis CE, Bahrke MS. History of Doping in Sport. International Sports Studies. 2001. 24 (1): 42-76.

 









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