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Niente di personale

Football al Nord e al Sud, ma il sole dov’è che brilla?

I conti di fine anno, le proposte per il prossimo

Dopo tre giornate di IFL possiamo tranquillamente confermare, alla luce dei risultati e di quello che si é visto, quello che preannunciavo: un campionato poco equilibrato a causa dell’organizzazione dei gironi territoriali. Non me ne vogliano le squadre del Sud, ma questa differenza tra i due gruppi, Nord e Sud è molto evidente. Al Nord si stanno letteralmente scannando per il passaggio del turno mentre al Sud le due capoliste, che si incontreranno giusto questo fine settimana, pare abbiano già ipotecato un posto per il prossimo turno. Seppure apprezziamo lo sforzo delle società per competere, ci rendiamo conto che questa disparità è accentuata dal fatto che alcuni team non impiegano giocatori americani (o import “proprio a livello)… e parliamoci chiaro: “senza non andiamo da nessuna parte, siamo troppo lontani dai loro standard atletici e tecnici”. Tutto questo, oltre ai 4 accessi elargiti ad ogni girone (decisamente troppi), porterà automaticamente ad avere ai playoff squadre che a mio avviso non meritano quel posto.

La cosa più triste però, è assistere ancora una volta a un campionato IFL senza stile e immagine. Stadi , scusate “campi da gioco”, dove non si esalta il nostro sport ma lo si deprime, e chiariamoci: non credo sia colpa della Federazione o delle società. Tuttavia questa disciplina vive d’immagine e quella vista non rispetta i canoni di una divisione che dovrebbe essere l’élite di questo sport. Penso ai Panthers costretti a giocare la prima di campionato a Colecchio dove la tribuna non poteva contenere il pubblico di una partita di cartello come Panthers/Seamen, con gente costretta a vederla da bordo campo e molti “disertori”. A Roma si gioca praticamente in un campo da calcetto e come a Napoli… insomma sicuramente tanta volontà da parte di tutti gli addetti ai lavori, ma poca attenzione dagli enti pubblici che ci snobbano e gli frega poco e niente del nostro mondo. Date una sbirciatina a Germania e Francia per esempio, e vedrete la differenze: anche se qualcuno ogni tanto salta anche lì, le strutture impiegate sono sempre di un certo livello così come la segnatura dei campi. C’è molta attenzione.

Pubblico? Poco presente a parte due o tre realtà che conosciamo – Spettacolo? A volte sì, ma anche questo sembra non interessi – e allora che cosa bisogna fare per cambiare in meglio? Per me poco e nulla, le nostre tradizioni sono toppo ben radicate “in altre cose”. Sopravviviamo e facciamolo per piacere personale e dei pochi che ci seguono, però smettiamola di inseguire il sogno americano perché come ho già detto in passato, neanche tra cent’anni nulla sarà diverso da quello che stiamo vedendo oggi. Anzi mi sembra di assistere ogni volta ad un regresso lento e costante che ci porterà all’estinzione. Forse “si stava meglio quando si stava peggio he he”.

Però un consiglio alla Federazione giusto per: “visto che siamo nel CONI non é il caso di farci sentire e pretendere per la nostra élite (la IFL appunto) delle strutture adeguate a soddisfare quell’attenzione che forse (dico forse) avremmo in i più? O anche al Comitato Olimpico gli frega poco o niente del nostro sviluppo? O forse c’è chi dice facciamo solo sei squadre, raccogliamo tutto ciò che abbiamo in queste sei forze e alziamo lo standard in tutto e per tutto… ma ammesso e non concesso: i soldi chi li caccia? E se qualcuno li avesse per farlo veramente il nostro football prenderebbe davvero una piega diversa da quella odierna? A voi le risposte…









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