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Ogni Maledetta Luganega

Ogni Maledetta Luganega: Grosso è Bello. Grasso no.

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Durante l’estate appena trascorsa e la precedente mi è caduto l’occhio alcune campagne di reclutamento per squadre di football americano nelle quali, a mio parere, si faceva passare il messaggio che per il football americano “grasso è bello”.

Ci tengo a sottolineare che quella è stata la mia personale impressione, dato che, per una campagna in particolare, rappresentanti della società promotrice, si sono affrettati a comunicare che il messaggio voluto era invece “anche se sei cosi grasso che negli altri sport non ti vogliono, da noi abbiamo un posto per te” e questo è positivo.

Sappiamo tutti quanto l’attività fisica regolare e strutturata apporti benefici psico-fisici a chiunque e che per i giovani in età di sviluppo questi benefici siano ancora più importanti perché entrano a far parte del patrimonio che avranno da adulti.
Quindi, oggi vorrei parlarvi di un problema che è salito alla ribalta qualche anno fa negli USA: l’associazione football e obesità.

Ricercatori e professionisti della salute e della nutrizione stanno lanciando sempre più campanelli d’allarme riguardo lo stato di salute dei giocatori di football di ogni età (high school, college, professionisti in attività e ritirati) negli USA, perché il sovrappeso e a maggior ragione l’obesità sono condizioni associate a diverse problematiche di salute e a una mortalità più precoce.

Nel 1994, il direttore delle pubbliche relazioni dell’associazione dei giocatori della NFL ha ricevuto una lettera dal United States Public Health Service Centers for Disease Control and Prevention – National Institute for Occupational Safety and Health in cui si risponde a una sua richiesta di informazioni sul tasso e sulle cause di morte nei giocatori NFL. L’analisi per rispondergli è stata condotta su un database di 6848 giocatori con informazioni dal 1979 al 1991.

Le conclusioni hanno evidenziato come, allora, i giocatori di football americano avessero un tasso di mortalità inferiore a quello della popolazione maschile generale degli USA con una distribuzione simile per età ed etnia, ma che i giocatori di linea, offense e defense avevano un rischio di sviluppare malattie cardiovascolari del 50% in più rispetto alla popolazione generale. Se confrontati agli altri giocatori, il rischio per malattie cardiovascolari degli uomini di linea era di 4 volte superiore, mentre per gli uomini di linea obesi secondo il loro indice di massa corporea, il rischio era di 6 volte superiore a quello dei loro colleghi di ruolo ma non obesi.

Inoltre, è stata individuata un’associazione tra il ruolo in campo e l’indice di massa corporea e la mortalità per malattie cardiovascolari. La lettera si conclude con, tra le altre, la raccomandazione di effettuare una sorveglianza speciale sui giocatori di football anche per problemi correlati al sovrappeso e all’obesità.

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(immagine Associated Press)

Altre indagini successive hanno mostrato come ci sia stato un trend crescente per il peso dei giocatori di football, soprattutto per gli uomini di linea, dagli anni ’70 fino 2000. (Tabella 1)

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La sindrome metabolica è una condizione che può portare a diversi problemi di salute, se non al decesso e che include valori critici di circonferenza vita, trigliceridi e colesterolo HDL nel sangue, pressione arteriosa, glicemia. È strettamente associata al peso.
In un recente studio su giocatori di high school e di I divisione, il 92% dei giocatori che presentavano i fattori di rischio per la sindrome metabolica erano uomini di linea.

l peso in sé o l’indice di massa corporea in sé non sono parametri sufficienti per definire con completezza lo stato rischio di salute di nessuno, tanto meno un atleta, sono necessarie altre misure, oltre alle analisi del sangue, per esempio quella della composizione corporea (% massa magra; % massa grassa).

Tra le variabili che contribuiscono al successo di un atleta ci sono la forma e la composizione del corpo. Nel Football Americano questo è particolarmente vero per alcuni ruoli: gli uomini di linea – attacco e difesa – i linebackers e i thight ends sono in genere i giocatori più grandi in squadra.
Per questi ruoli avere una certa massa è importantissimo e i giocatori (negli USA e qualcuno anche in Italia) adottano strategie per aumentarla senza penalizzare la velocità e le prestazioni durante la corsa: preparazione atletica mirata, nutrizione specifica, integrazione ad hoc. Questo serve a diventare grossi.

Il metodo più veloce per mettere su massa resta l‘aumento di peso a carico della massa grassa, però, ed è qui che si concentra tutto il rischio per la salute dei giocatori di football.
Non conosco tutti i giocatori che praticano in Italia, ma vi porto due esempi che ritengo positivi di uomini di linea nostrani: Alessandro Vergani e Francesco Fanti.

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Hanno una discreta percentuale di massa grassa, mangiano tanto, ma in entrambi la massa muscolare è ben sviluppata e curata. Loro sono grossi, del grosso giusto che serve per eccellere in Italia nel Football Americano.
In generale, per i giocatori di football americano, come per gli altri sportivi, le variabili da curare per eccellere passano dalla preparazione atletico-muscolare, a quella tecnica, da un’alimentazione personalizzata e curata nel dettaglio a un’integrazione non improvvisata, il tutto suggerito e pianificato da un esperto di ogni settore.

Il football americano è uno sport peculiare per tantissime sue caratteristiche, tra le quali anche il fatto di essere adatto veramente a ogni conformazione fisica: snelli, alti, bassi, grossi, possenti, scattanti, piantati,… Se ci pensiamo bene questo è molto bello, fa parte degli aspetti positivi del football, è una connotazione a mio parere sulla quale fare leva per diffondere questo sport tra i più giovani.

Il rischio è che per alcuni ruoli “grosso è bello” diventi “grasso è bello”, per pigrizia, per volere vincere a tutti i costi, non so i motivi ultimi, promuovendo un messaggio dannoso per la salute.

Grazie a tutti voi che mi leggete e a chi mi ha contattato anche nei mesi in cui Ogni Maledetta Luganega non era in pubblicazione. Come per la scorsa stagione, vi chiedo di scrivermi per suggerirmi argomenti che vorreste vedere trattati qui. Il mio indirizzo mail è:

[email protected]

Referenze Bibliografiche

United States Public Health Service Centers for Disease Control and Prevention – National Institute for Occupational Safety and Health – Robert A. Taft Laboratories. Letter to Mr. Frank Woschitz National Football League Players Association. January 10, 1994 HETA 88-085.

Malina RM, Morano PJ, Barron M, Miller SJ, Cumming SP, Kontos AP, Little BB. Owerweight and Obesity among Youth Participants in American Football. J Pediatr 2007; 151:378-382.

Steffes GD, Megura AE, Adams J, Claytor RP, Ward RM, Horn TS, Potteiger JA. Prevalence of Metabolic Syndrome Risl Factors in High School and NCAA Division I Football Players. J Strengh Cond Res. 2013. 27: 1749-1757.

Potteiger JA, McGowan-Stinski M. Protecting the Metabolic Health of Football Players With High Fat Mass. J Strengh Cond Res. 2015. 37: 95-101.









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