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Division I

Intervista a Leonardo Lombardi: “Vi spiego perchè i Dolphins sono usciti da IFL”

eonardo LOmbardi Dolphins

Nel corso della passata settimana, un terremoto ha scosso il mondo del football Italiano. I Dolphins Ancona, una delle squadre storiche del nostro sport, ha deciso di uscire dalla IFL, la lega incaricata di organizzare i campionati di Prima Divisione. Sia chiaro che ciò non vuol dire che i Dolphins non parteciperanno al campionato; semplicemente, questa decisione porta la IFL a perdere il numero minimo di squadre per continuare a mantenere il diritto di gestire il campionato. Per dissipare la nebbia sulle motivazioni dietro a tale scelta, abbiamo intervistato il presidente dei Dolphins Ancona Leonardo Lombardi.


Buonasera Pres. Lombardi e grazie per aver accettato la nostra intervista.

Prego, ci mancherebbe.

Siete i protagonisti di quest’ultimo periodo del football italiano. In che stato si trova, adesso, il movimento Dolphins?

Il nuovo ciclo dei Dolphins Ancona è iniziato nel 2012, anno in cui abbiamo applicato un cambiamento radicale spostando la nostra mission sullo sviluppo della giovanile. Gli esempi più lampanti sono la creazione della under 16 e la partecipazione ai bowl 5v5. Il problema maggiore che dovevamo migliorare era il buco generazionale che si era creato all’interno del roster della squadra. Si passava da Paolo Belvederesi (47 anni), un paio di neoquarantenni, e poi un incredibile buco fino ai venticinquenni Dal Monte & Co, che delineavano un mancato lavoro per quanto riguarda il reclutamento.

Alla luce di questo, quali sono i motivi che hanno spinto i Dolphins Ancona ad uscire dalla IFL?

Siamo una squadra che lavora molto sulla comunicazione e sulla visibilità. Ci impegniamo a portare il football nei giornali, abbiamo portato un vero giocatore NFL. Speravamo di trovare maggiore supporto da una lega che io, insieme a Gianni Luchena, ho contribuito a fondare. E invece le ultime riunioni erano un ripetersi di domande inutili per la crescita. “Quanti americani utilizziamo? Girone unico o territoriale?” erano domande che mi avevano stancato. La lega non deve essere questo. La lega deve vendere il prodotto football italiano, deve comunicare. Oltretutto, questo probabilmente è capitato, e capita, in quanto dalla sua creazione IFL si occupava di gestire le mancanze di FIDAF, sopratutto dovute alla giovane età della federazione. Ma ora che non è più così, che FIDAF è ben organizzata e gestita, la lega così impostata perde di senso. Volevo già uscire l’anno scorso, poi parlando con Rendall Narciso e ascoltando le sue proposte per la lega avevo deciso di rimanere almeno un altro anno, ma la lega non ha voluto cambiare e ha continuato per la sua strada. Ora basta, però.

Quali dovrebbero essere, quindi, le azioni e le decisioni di una lega che possano portare un vero aiuto alle squadre?

Favorire la comunicazione. I programmi televisivi che c’erano, sopratutto nei canali RAI, erano sicuramente una buona iniziativa. Ma, per contro, erano totalmente sulle spalle delle squadre, per poi farne godere solo alcune. Con il calo ulteriore dei fondi, anche queste piccole cose sono venute meno. E allora la lega è diventato esclusivamente un contenitore delle domande che dicevo prima. Enrico Mambelli aveva portato quel po’ di euforia, soprattutto perché, a mio parere correttamente, aveva intenzione di veicolare tutto l’interesse sul Superbowl per vendere meglio il prodotto. Ma poi anche lui ha riportato i discorsi su oriundi e gironi. E allora è svanito tutto. Ad una riunione del 2014 ho avanzato qualche proposta. Per pagarci un servizio stampa adeguato ho provato a pensare ad un metodo per far acquistare il materiale per la stagione (palloni, tape, eccetera) ad un prezzo leggermente superiore direttamente dalla lega e utilizzare il margine per le necessità di sviluppo della comunicazione. Non ho avuto successo.

A questo punto, essendo IFL a serio rischio chiusura, vedresti meglio una nuova organizzazione a gestire la prima divisione, o preferiresti che tornasse tutto in mano a FIDAF?

E’ una questione legislativa. La legislazione sportiva prevede che l’organizzazione dei campionati sia ad appannaggio della federazione riconosciuta dal CONI. Per questo, in Italia, la federazione è necessariamente la parte più forte. Inoltre, la lega (IFL) ha esclusivamente un compito consultivo. Per questo, a meno che non si presenti un’alternativa valida, è giusto che l’organizzazione del campionato rimanga in FIDAF.

Ora, di fatto, è tutto in mano ai Guelfi Firenze. Senza la loro affiliazione IFL non raggiungerà il limite minimo per organizzare il campionato. Credi che ci saranno altre defezioni a breve da parte di altre squadre?

A livello giuridico, la IFL al momento non ha la delega al campionato. I Guelfi, al massimo, potranno accedervi dal 1 Gennaio 2016. Ma non è questa la cosa importante. Di fatto, IFL a livello decisionale non ha più nessun tipo di potere. Allo stesso tempo, FIDAF potrebbe affidargli il compito di chiedere alle squadre quale formula dei gironi preferiscano. Ma qualsiasi cosa ne esca potrebbe essere modificato dalla federazione stessa. Non credo comunque ci saranno altre defezioni, non so se rientreranno i Panthers. Quello di cui sono sicuro è che questa lega, andando avanti così, non durerà a lungo.

Ci sono state reazioni dopo questa vostra scelta?

In verità qualcuno ha già provato a contattarmi per dirmi che la mia decisione è un peccato, che si stanno avvicinando gli sponsor. Di fatto, sono tre anni che questi sponsor dovrebbero avvicinarsi. L’unico “sponsor” è stato New Era, con un contributo di 5000€ a fronte di un impegno di acquisto da parte delle società di 20.000€… Con questo non voglio dire che il lavoro di Enrico con NFL sia stato inutile. Ma, nel concreto, non ha portato a niente. Non è questo che aumenta la nostra visibilità. Le case hanno bisogno di fondamenta, mentre mi sembra che l’abitudine diffusa sia costruire case partendo dalla soffitta. Oltretutto, non c’è nessun tipo di vera collaborazione tra le squadre. Quest’anno sto avendo difficoltà, con la giovanile, a reperire i video per lo scouting. E come può crescere il nostro movimento senza un progetto comune?

Pensi che qualcosa possa cambiare nel breve periodo?

Ho qualche dubbio. Era così negli anni ’80, negli anni ’90, ed è così ora. Tutti si riempiono la bocca con grandi parole per la crescita del movimento… ma alla fine ognuno fa qualcosa solo se può guadagnarci con la propria squadra. Su questo, però, voglio menzionare voi di IFL Mag. La vostra passione, gestita e mantenuta in maniera totalmente gratuita, dimostra che, volendo fare qualcosa, alla fine ci si riesce.

Grazie per le belle parole e grazie di aver parlato apertamente con noi di tutto questo. In bocca al lupo per il progetto Dolphins.

Crepi il lupo e grazie a voi.

Foto di copertina di Lorenza Morbidoni









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