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Paskedina

La Paskedina #10

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“Unos minutos solo, porfa”

Quando domenica sera si sono spente le luci del Camp Nou, quando tutti gli spettatori (un mix di tifosi e turisti) erano usciti dal gigante di cemento al confine tra Barcelona e L’Hospitalet de Llobregat ( <3 ) c’era una persona scalza, in pantaloncini e maglietta blaugrana #8 in mezzo al prato, al buio, nel silenzio, solo.
Don Andrés Iniesta Lujàn si è preso dei minuti per sè stesso, al buio, sul prato, nello stadio silenzioso, da solo.
Dopo 22 anni lascia una maglia, una squadra e una città che lo hanno preso bambino e lo restituiscono, al mondo, Uomo.
A che cosa pensava Don Andrés?
Sono sicuro che ha voluto rivedere, sentire e respirare i ricordi di quei 22 anni, ricordi intimi, non spiegabili, non condivisibili, ma perfettamente comprensibili.

Cosa lascia a noi il football quando si spengono le luci?

Lascerà degli aneddoti, che si esauriranno col tempo e dovranno trovare nuova vita in orecchie vergini o nel loro costante aggiornamento e ingrandimento, se nella realtà hai segnato rompendo 3 placcaggi, a 50 anni ne avrai rotti almeno 6 e a 60-70 avrai mandato a vuoto tutta la difesa, almeno due volte.
Lascerà dei dolori costanti e in probabile aumento col passare degli anni.
E poi ti lascerà delle sensazioni, quelle stesse a cui, ci potrei scommettere, ha pensato Don Andrès.
A me lascerà una clavicola saldatasi evidentemente male, le dita delle mani doloranti e un leggero zoppicare alla gamba destra, oltre a tanti aneddoti da condividere.
E lascerà un misto di sensazioni indescrivibili, come quando la notte, a letto, prima di addormentarti, pensi al campo e alle azioni che non hai mai fatto, ma hai sempre sognato.
Credo, anzi, sono sicuro, che succeda a tanti di noi.
Lo capisci quando, mentre stai per perdere coscienza, ci sono dei muscoli che scattano, perchè credi veramente di essere in campo.
E’ più forte di noi, è una malattia, incurabile.
Ad ogni ruolo il suo, un QB darà un leggero scatto di gomito, un ricevitore farà scattare l’avambraccio, a un RB si tenderà, per un millisecondo, la coscia, pensando ad un allungo, un difensore, invece, farà scattare la spalla, come se volesse colpire un avversario.

E poi, e poi, ci sono i profumi, gli odori.
L’odore della borsa, quello dello spogliatoio, quello del fango o quello dell’erba.
“Simo, ma perchè preferisci un campo in erba, magari brutto, a uno in sintetico?”
Perchè la plastica non ha odore.

“Unos minutos solo, porfa”

La scorsa Paskedina, un nuovo, esaltante, en plein… con la paraculata di Rhinos-Giants, data ai Rhinos in radio il giovedì, presomi 24h per (ri)pensarci e ribaltare il pronostico a favore Giants sulla Paskedina il venerdì, in omaggio a Teo e alla vs. scaramanzia… e finita poi all’OT (“il pareggio lo hanno, purtroppo, abolito”) quindi tecnicamente in pari… lo confesso, avrei considerato valido qualsiasi pronostico.
Però, carta canta, fa 3 su 3 e un totalone che ormai assume i contorni dell’oracolo… 33 su 41, più dell’80%.

Il fine settimana entrante presenta 5 sfide difficili ed affascinanti, il “Classic week”, un espediente Fidaf che poteva tranquillamente risolversi in arma di polemica di massa, ma che rende onore ad alcune bellissime sfide, pur presentando delle, evidenti, ingiustizie di merito.

Allora, nel merito:

SEAMEN-RHINOS

Signore e Signori, IL derby della Madonnina.
Questa partita, a mio parere, ha rivitalizzato il football italiano. La rivalità tra le due società esiste, è reale e fa bene a tutti, polemiche incluse. Peccato non possa avere luogo nel suo tempio e luogo deputato, “La Scala del Football”, al secolo il Velodromo Maspes-Vigorelli.
Sindaco Sala, se poi, con calma e per favore, volesse pensarci Lei… anche perchè del Presidente Orlando non ci sono notizie da quando è uscito a comprare le sigarette all’Assemblea Fidaf di 2 anni fa.
Tecnicamente non ci sarebbero dubbi, i Seamen non sono solo forti, sono tanti e non sembrano rallentare, anzi. Certo il derby ha delle regole tutte sue, guai a dimenticarlo, come feci io all’andata, vaticinando una mercy rule mai materializzatasi. I Rhinos iniziarono, quel giorno, la loro remuntada, prendendosi la giusta rivincita su chi, come me e il Ghezzi, li dava per spacciati.
Sarà la chiusura del cerchio?
I Rhinos, per andare ai playoff devono vincere sabato o a Parma la giornata successiva.
Se tanto mi dà tanto, questa partita, per le ragioni di cui sopra, sarà quella più facile delle due.
Non credo sarà abbastanza per vederli vincenti, ma per regalarci una bella partita, si.
Per me Seamen, con possibili sorprese sul numero di seggi loro assegnati, si va da maggioranza assoluta a 3-4 Scillipoti di vantaggio.

UTA-DOLPHINS

Signore e Signori, il derby delle Marche. Annus Pulcherrimus per gli anconetani, da un lato beneficiano di un palinsesto televisivo di prima fascia e dall’altro godono di un doppio confronto apparentemente tra i più agevoli. Solo apparentemente, però, perché è un derby e perché UTA (team sul quale circolano rumours inquietanti per la prossima stagione) ha (o hanno? come si dice?) dimostrato che le nostre presunte certezze sono sciocche ed effimere.
Gerbaldi, Germany, Fiordoro, Spada, non Pippo, Pluto, Paperino e Topolino… e pure Abbondanza e altri ancora. Però, per Ancona, questa è un’occasione d’oro per qualificarsi per dei playoff a cui, forse, nemmeno loro credevano più di tanto.
Credo che questo elemento possa pesare più di altri e possa, alla fine, dare la vittoria ai Dolphins…però, TOO CLOSE TO CALL.

LIONS-GIAGUARI

Signore e Signori…il derby felino!
O, se prefrite, il “Delusion Bowl”. Ci si aspettava di meglio dai Lions, ci si aspettava molto di meglio dai Giaguari e quelle che potevano, e dovevano, essere due protagoniste dei playoff, si giocano, invece, un imprevedibile spareggio retrocessione.
Aldilà del fatto che poi, tanto, non retrocederà nessuno e, se anche fosse, potrebbe sempre riscriversi alla Prima Divisione.
Amici Torinesi toccate legno:
Onestamente vedo favoriti i Giaguari, in virtù di un roster più lungo, anche perchè Coach Rita il “mammasantissima del football nord americano” (cit.), mi ricorda il Visconte Cobram quando segna i caduti durante la gara ciclistica a lui stesso intitolata. Il problema è che gli infortunati Lions sono tutti pezzi pregiatissimi, con logiche conseguenze, tanto che il fenomeno Nathaniel Morris, WR spettacolare, farà il QB.
Enough said.
I Giaguari, invece, faranno giocare QB Rubenzer, una Free Safety col ginocchio malandato.
Insomma, buchi e toppe non mancano in questa partita, dico Giaguari, ma con la stessa convinzione con cui un bimbo assaggia un piatto di broccoli bolliti.

GIANTS-PANTHERS

Signore e Signori, il derb… ah no, questa manco volendo.
Bella partita.
Giants che, senza convincere troppo, si confermano terza forza del campionato, come ormai accade da quasi 15 anni.
Si sa, in Italia facciamo molto spesso a cacchi nostri.
Tu usi la scala Richter?
Noi Mercalli.
In tutto il mondo le statali sono verdi e le autostrade blu?
E noi invertiamo.
E allora, perchè avere roster da 50, se puoi fare con 30?
Fessi noi a fare recruiting.
Però la fatica è evidente e la, assai bruttina, a 360°, partita di Limbiate di sabato scorso può confermare.
Tuttavia i Giants un nuovo QB, quel Ciccio Brown che ha fatto cose interessanti contro i Rhinos, pur avendo il dubbio di chi fossero i compagni di squadra, visto che ha avuto circa 2 ore per “approfondire” la conoscenza, oltre al playbook.
Credo che il 36-0 dell’andata sia superato, ma i Panthers sono un marchio di solidità consolidato negli anni. Credo che per loro conti molto il ricordo della semifinale di 2 anni fa, quando, per la settima volta in 3 anni avevamo dichiarato chiuso il loro ciclo.
Ricordo il ditino dell’amico Vanni fare “no no”… sarà dura, molto più dura, ma vedo Parma favorita.

DUCKS-GUELFI

Dice Marc Taccone che i Ducks non segnano mai meno di 25 punti, mentre i Guelfi li hanno fatti in un mese e, aggiungo, non vincono da due. Gli credo.
Ripenso alla statistica e penso che, se due squadre che si equivalgono giocano due volte contro, probabilmente, vinceranno una volta a testa.
Comprendo che come argomentazioni possano destare qualche perplessità, ma è la mia Paskedina.
Firenze ha una striscia perdente migliore solo di quella dei Giaguari, i Ducks (pronuncia: “dAx”) non mi dispiacciono, hanno un bell’attacco e li vedo in crescendo di confidenza.
Meglio così?
Dico Ducks (dAx).

Ok, fatto, aperitivo saltato anche a sto giro, la mia sete un giorno verrà vendicata.

Detto questo, io mi preparo a fare il penultimo borsone della mia vita, lo farò con nonchalanche e senza tradire emozioni, certo, non immaginavo il Camp Nou, magari il Ruffini, ma nemmeno il “Gaetano Scirea” di Cernusco sul Naviglio che, per quanto l’ufficio stampa Daemons si possa prodigare, non ha molto dell’atmosfera magica. Tuttavia, nel fare il difficile sforzo di “cercare l’alba dentro all’imbrunire” proverò a ricordarmi di quella notte magica del 22 maggio 2010, quando, a Madrid, l’Inter vinceva la Coppa dei Campioni mentre io mi limitavo ad un paio di intercetti (https://www.youtube.com/watch?v=aU288CNMjrE minuti 1.41 e 2.11).
Perchè?
Perchè “passatela bene, perchè la vita è lunga, però la vita è breve”.

“Unos minutos solo, porfa.”









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