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Ogni Maledetta Luganega

Le linee guida sull’alimentazione dello sportivo, edizione 2016 (1a parte)

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La scorsa stagione di Ogni Maledetta Luganega vi ho parlato delle Linee Guida per l’alimentazione dello sportivo redatte dall’American Dietetic Association, l’associazione Dietitians of Canada e l’American College of Sports Medicine, pubblicate nel 2009. [link, l’articolo è uscito intorno al 30 settembre 2015]

A febbraio 2016 è uscito l’aggiornamento che si stava aspettando. L’American Dietetic Association nel frattempo ha cambiato nome in Academy of Nutrition and Dietetics, ma i tre enti che hanno la paternità del position paper sono gli stessi.

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Per scrivere questa ultima versione della linea guida si è affiancata una revisione sistematica della letteratura secondo un metodo standardizzato alle revisioni indipendenti da parte degli autori dell’articolo scientifico, in questo modo si è voluto rendere l’analisi della letteratura esistente più rigorosa rispetto alle versioni precedenti.

L’articolo è molto dettagliato e strutturato in maniera leggermente diversa rispetto all’edizione del 2009, prende in considerazione il ruolo del professionista della nutrizione per lo sportivo, i macro e i micro nutrienti e la composizione corporea, ovviamente, si occupa anche di educazione dell’atleta, di approccio agli integratori, nutrient timing e popolazioni speciali di atleti. 7 anni in ambito scientifico sono tanti.

Come primo messaggio la linea guida dice che la performance atletica e il recupero a seguito di attività sportiva sono migliorati da strategie nutrizionali ben selezionate e che gli atleti dovrebbero essere inviati ad un professionista della nutrizione perché possano avere un piano nutrizionale personalizzato.

I temi generali che sottintendono a tutta la linea guida sono:

1. Gli obiettivi nutrizionali per uno sportivo non sono statici. Gli atleti si allenano secondo programmi periodici che mirano ad ottenere il top della performance al momento dell’evento (gara, partita, campionato, …), quindi, la loro alimentazione dovrà essere periodizzata di conseguenza.

2. I programmi nutrizionali devono essere personalizzati in modo da tenere conto degli eventi sportivi a cui parteciperà, dei suoi obiettivi di performance, delle sue difficolta pratiche e dei suoi gusti, nonché delle sue risposte alle diverse strategie nutrizionali

3. Le strategie nutrizionali rivolte a uno sportivo hanno l’obiettivo di fornire scorte di sostanze sufficienti perché affronti al meglio l’evento sportivo dai punto di vista muscolare e cognitivo.

4. La disponibilità energetica (l’apporto energetico in relazione alla spesa energetica dello sforzo atletico) costituisce un fondamento importante della salute dell’atleta e del successo delle strategie nutrizionali per lo sport.

5. Il raggiungimento della composizione corporea ottimale per la performance atletica ê un obiettivo importante e complesso che deve necessariamente essere personalizzato e periodicizzato. È di fondamentale importanza preservare la salute e la performance a lungo termine degli atleti. Per fare questo vanno evitate pratiche che causano livelli di assunzione di energia troppo bassi e stress psicologico negli sportivi.

6. L’allenamento e la nutrizione interagiscono strettamente per adattare il corpo dell’atleta metabolicamente e funzionalmente al suo sport.

7. Nelle linee guida, alcuni nutrienti devono essere calcolati per kg di peso corporeo, in modo da prendere in considerazione l’ampia gamma di taglia degli sportivi. Inoltre, le linee guida devono occuparsi dell’importanza di temporizzare i nutrienti.

8. Gli atleti di alto livello sono sempre in bilico tra allenarsi abbastanza per raggiungere il loro massimo e l’evitare i problemi di over training.

9. La nutrizione per gli eventi competitivi deve occuparsi di ridurre o ritardare i fattori che causano l’affaticamento durante un evento. Questi fattori sono specifici per evento, ambiente in cui si svolge l’evento e per ogni atleta.

10. Sono ora presenti forti prove sperimentali della percezione (sensing) da parte cervello della presenza di zuccheri – e potenzialmente di altri nutrienti – nella cavità orale, che porta a una aumentata sensazione di benessere e quindi a un innalzamento del tasso auto gestito di sforzo atletico [tradurre “sensing”in questo contesto non è facile, è una percezione involontaria da parte del sistema nervoso che si associa ad alcuni nutrienti. In questo contesto ciò che si è notato è che il lavaggio del cavo orale con bibite contenenti zuccheri semplici durante sforzi atletici porta gli stessi risultati sulla performance che l’ingestione delle stesse bibite. Se ci pensate, questo è molto utile negli sport di endurance o ultra endurance, nei quali i problemi gastroenterici possono compromettere gravemente una gara. Nei casi in cui bere una bevanda con zuccheri semplici potrebbe causare un vomito o una diarrea in gara, il poter aiutare la performance atletica con un semplice risciacquo del cavo orale, è una grande risorsa]

11. È necessario avere un approccio pragmatico nel consigliare integratori o supplementi o cibi per sportivi. Gi atleti sono sempre piu interessati all’utilizzo di questi prodotti e alcuni di essi possono contribuire in modo efficace alla costruzione di un piano nutrizionale ad hoc, ma altri no. L’atleta deve essere affiancato nel valutare i costi e benefici dell’utilizzo di integratori, supplementi e cibi per sportivi.

Lo scopo principale della nutrizione dello sportivo è quello di fornire un apporto energetico appropriato a ogni soggetto. I fabbisogni di ciascun atleta dipendono da:

Fruits and vegetables in the shape of a male cyclist on a road bike.

  • il periodo dell’anno sportivo (off season, preparazione atletica, preparazione specifica, preparazione speciale, stagione competitiva, tornei o gare extra, …)
  • fattori ambientali (allenamento o gare al chiuso, all’aperto, al caldo, al freddo, in alta quota, …)
  • fattori personali (età, sesso, stress, disagio psicologico, difficolta emotive, disturbi dell’immagine corporea, …)
  • momenti particolari (infortunio, malattia e gli eventuali conseguenti utilizzi di farmaci, ciclo mestruale, dimagrimenti o aumenti di grasso corporeo non voluti, …)

È di fondamentale importanza, un pilastro nella nutrizione dello sportivo, occuparsi dapprima della salute dell’atleta e poi della sua performance.
Per quanto mi riguarda questo è un pilastro ogni volta che mi occupo di qualcuno professionalmente e sono contenta che sia scritto ben chiaro nelle linee guida internazionali.

Per esempio, in alcuni sport, la performance è associata a una immagine corporea particolare (per esempio, ma non solo: danza, ginnastica ritmica, football), a una composizione corporea particolare ( per esempio, ma non solo: bodybuilding), a un peso particolare (per esempio, ma non solo: karate, boxe).

Pratiche per raggiungere quegli obiettivi di immagine/composizione corporea/peso possono essere altamente nocive per ci si sottopone.
Gli sportivi necessitano spesso di aiuto a prefissarsi obiettivi di peso e di composizione corporea a breve e lungo termine realistici e che non prevedano l’utilizzo di pratiche estreme di controllo del peso e della percentuale di massa magra oppure di diete di moda, ma non supportare da evidenze scientifiche.

Compito del nutrizionista sportivo resta quello di garantire la salute fisica e contribuire ad evitare disturbi psicologici indotti negli atleti di cui si prende cura.

Nutritionist female Doctor in her office. Focus on fruit

Le linee guida descrivono nel dettaglio le responsabilità del professionista della nutrizione sportiva, identificando queste macro aree:

  • Valutazione dei fabbisogni nutrizionali e delle pratiche alimentari correnti
  • Interpretazione dei test
  • Prescrizione dietetica ed educazione
  • Collaborazione e integrazione (con gli altri menbri del team tecnico-scientifico)
  • Valutazioni e professionismo

Continuiamo la prossima settimana entrando nel vivo delle raccomandazioni per macro e micro nutrienti.

Grazie moltissime a tutti voi che mi leggete, continuate a scrivermi i vostri suggerimenti o le vostre curiosità all’indirizzo:

[email protected]

Referenze bibliografiche
Nutrition and Athletic Performance – Position of Dietitians of Canada, the Academy of Nutrition and Dietetics and the American College of Sports Medicine. February 2016.









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