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Luca Chirico: unire passione e lavoro

Avevamo gia incontrato Luca Chirico nel confronto con la sua nemesi Luca Bellora in questa intervista doppia. Torniamo ad incontrarlo oggi, in occasione della star wars week, per parlare con lui di un argomento di cui non avevamo parlato allora.

Tra i tanti nerd che “impestano” il mondo del football italiano, questo è talmente nerd da averne fatto un lavoro… Il suo negozio, L’idea che ti manca, è ormai un punto di riferimento fisso per i più peggio nerdoni della zona di Milano ed una presenza fissa nelle principali fiere e convention di settore in giro per l Italia

Ciao Luca, raccontaci di quando è nata questa tua passione per sci-fi, nerdate e dintorni…

Ciao Mario, guarda sono sempre stato un nerdone sin da piccolo! Poi con gli anni un po’ a cosa si era affievolita per riesplodere una domenica del 1995 quando essendo invitato al matrimonio di una cugina e non essendo un assiduo frequentatore di luoghi di culto religiosi, (è un eufemismo), entrai in una edicola e trovai questo fumetto…decisi di comprarlo e ci ricascai completamente…

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Poi ne hai fatto un lavoro, come ti è venuta l idea?

L’idea venne perché ero in una situazione lavorativa in cui ogni sbocco mi era precluso, l’ambiente – vuoi per mancanza totale di diplomazia da parte mia, vuoi per il non piegarmi a certi giochi di amicizie che permettevano a qualcuno di non far nulla ed ad altri di doversi tirare il collo – era diventato con i colleghi di reparto decisamente invivibile e su 9 che eravamo c’era armonia solo con 2, di cui però uno in procinto di trasferirsi…così quando mi si prospetto la possibilità di mettermi in proprio e sapendo che il mercato del collezionismo e dei giocattoli tirava decisi di prendere la palla al volo e provarci…poi arrivò la crisi è sparigliò un bel po’ le carte. Oggi ho anche inserito i fumetti nel mio negozio…

Esce episodio VII e alla stessa ora derby decisivo tra voi Reeks e gli Starfleets… che fai?

Mi clono e faccio tutti e due! No a parte battute…Per quanto io sia un nerdone il football viene prima, se tu mi avessi detto “Hai una fiera ed una partita cosa fai?” ti avrei detto “il lavoro è lavoro!” a meno che la partita non sia una finale o una semifinale…allora li dovrei fare testa o croce…

Chi sono i Jedi e chi i Sith nel football italiano?

I Sith? Iniziano con la stessa lettera… Da Rhinos che potrei mai rispondere? Ahahahah a te piace farmi litigare…ok l’impero del male sono i Seamen… (Oh Bellora si scherza, non venire a farmi brutto in negozio 😉 ). I Jedi? Tutti coloro che si contrappongono al loro dominio. PS chiariamo a scanso di equivoci va che a volte la gente è mestruata e si offende senza motivo. I Sith sono i Seamen perché sono la squadra che da anni domina le giovanili e da 2 anni vince in prima divisione, lo avessero fatto i Poggibonsi Sbirulino’s avrei detto loro!

Non solo star wars, nel mondo dei fumetti chi è piu football e perchè?

Uhhh bella domanda…beh diciamo che pescando tra i supereroi ci sarebbe da sbizzarrirsi a fare una squadra. Ma se dobbiamo essere pignoli nel mondo dei fumetti il più football di tutti è Victor Stone alias Cyborg (personaggio della DC Comics) che era una promessa del football americano ma che coinvolto in un incidente venne trasformato in un cyborg. Per maggiori informazioni vi consiglio caldamente di vedere “Justice League: War” lungometraggio animato che racconta la nascita della Justice League…tanto poi uscirà il film live action al cinema tra un paio di annetti 😉

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Secondo te perchè cosi tanti nerd nel mondo del football italiano?

Perchè no? Voglio dire insospettabili uomini d’affari che gestiscono multinazionali spesso li trovi in mercatini e fiere alla ricerca di trenini o macchinine da collezione. Ho conosciuto medici, dottori ed architetti appassionati di fumetti… uno scienziato come Michio Kaku è un grande appassionato di fantascienza… perchè il mondo del football dovrebbe far differenza? Avrei potuto dire perché siamo dei disagiati ne più ne meno che tutti gli altri e non siamo meglio di nessun’altro, a differenza di cosa sostengono alcuni presuntuosoni e chiacchieroni teorici delle sinergie, ma entrerei in un discorso che nulla centra con la domanda… diciamo che nel football ci sono tanti nerd perchè da noi è uno sport di nicchia e quindi spicchiamo subito agli occhi.

Giocare in IFL e andare in giro per fiere che si tengono spesso nei week end. Non deve essere facile…

No per nulla, anzi! Lo scorso anno ho dovuto saltare 5 partite di regular season ed il primo turno di playoff, buona parte della preparazione e diversi allenamenti. NON smetterò mai di ringraziare i Rhinos per la disponibilità di tenermi nonostante questo. Ma purtroppo è un sacrificio che devo fare. Il giorno che i giocatori verranno pagati per giocare (arriverà mai? Mah da una parte lo auguro ai ragazzi dall’altra temo che potrebbe essere la fine del “play for pizza” che ci rende tutti un po’ simili tra di noi) nessuno in teoria dovrà più scegliere tra football e lavoro perchè saranno la stessa cosa, con tutti i pregi ed i difetti della cosa.

Mi raccontavi che quando sei in giro per fiere indossi magliette Rhinos e spesso accade che…

Spesso venivo avvicinato da appassionati di football per 4 chiacchiere, oppure che giocatori di altre squadre passassero a trovarmi e ci si ritrovasse dopo tempo o ci si conoscesse di persona per la prima volta. Sono cose belle che ti fanno capire che in campo ci si “odia” e si fa di tutto per annullare l’avversario (di tutto nei limiti del regolamento, così a scanso di equivoci) ma in fondo abbiamo molte cose che ci legano oltre al football stesso.

Un regalo per i lettori di IFL Magazine?

Certo, da oggi a Natale 5% di sconto inserendo il codice IFLMAGAZINE sul sito de L’idea che ti manca oppure venendomi a trovare in negozio a Rho (MI) Galleria Gandhi, 19 (all’interno della galleria dietro la scala che sale al primo piano) e presentandovi come lettori di IFL Magazine.









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