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MUFA: idee, avanzamento, progetti e significati

MUFA

Il MUFA (Museo del Football Americano) è qualcosa di cui abbiamo appreso in occasione della “riconquista” dello Stadio Vince Lombardi di Castel Giorgio, ma di cui, effettivamente, avevamo parlato poco. L’occasione del riconoscimento dei Lupi Roma, che da ieri, eppure dal 1980, sono stati dichiarati i primi campioni d’Italia del nostro sport, ci da però un aggancio per tornare sull’argomento e pubblicare un’intervista che abbiamo in cantiere da un po’. E forse più che intervista è corretto parlare di “chiacchierata” con l’Ufficio Stampa della FIDAF che, in risposta a diverse nostre domande, ci ha raccontato quanto segue:


Abbiamo letto MUFA e subito ci siamo resi conto che quello di cui si era parlato tante volte, ovvero un Museo del Football Americano italiano, finalmente diventerà realtà. Chi ha avuto l’idea e chi si è incaricato di renderla possibile?

L’idea nasce da un ragionamento nato tra i Consiglieri Fabio Tortosa e Manfredi Leone, un rilancio della mostra che si pensava di allestire per il “Ritorno a Castel Giorgio”. In Consiglio Federale si è lanciata e approvata la tre giorni di Luglio per celebrare il 35° anniversario della prima partita internazionale, Italia – Germania Ovest (1981), e la fondazione del football italiano già dall’anno precedente. 

Inizialmente si pensava di fare solo una mostra-narrazione che servisse a raccontare il Football Americano dal 1980 a oggi; poi, parlando e affascinandosi all’idea, è venuta fuori la possibilità di costituire un piccolo museo con cimeli donati da chi ha vissuto il football. Si sta formando un comitato scientifico per la parte museografica e Manfredi Leone tiene i contatti con il Comune di Castel Giorgio per il progetto d’allestimento. Igi Baldini, Consigliere che faceva parte di quella nazionale e Fabio Tortosa, stanno lavorando sui roster storici per fare intervenire quanti più componenti di quelle storiche partite, del’Italia e del primo campionato LIF.

Un museo è uno spazio che avrà bisogno di essere riempito. Come vi state muovendo, in questa prima fase, per riuscire ad avere i giusti pezzi di storia e come contate di riuscire a comunicare al mondo l’intensità che quei pezzi di storia rappresentano?

Una parte sarà dedicata a pannelli che raccontano il FA in Italia, poi ci sono i cimeli che si stanno raccogliendo. Il primo arrivato, preziosissimo, è la maglia dei Tori che Massimiliano Delfino ha donato: un pezzo eccezionale del 1980. Abbiamo lanciato un gruppo facebook MUFA in cui tutti coloro che volessero possono postare i pezzi che intendono donare (o prestare) in modo da costituire un catalogo della mostra online e iniziare ad avere la consistenza effettiva. Sarebbe bello potere raccontare tutta l’Italia e tutte le decadi sino ad oggi, un po’ sul modello della Hall of Fame Pro di Canton, Ohio.

Nel comunicato FIDAF abbiamo letto che l’idea è quella di far diventare il MUFA un museo vero e proprio che risiederà in pianta stabile a Castel Giorgio. Parlando concretamente, quanto è distante la realizzazione di un simile intento?

Il Comune di Castel Giorgio ha già individuato due sale dentro il palazzo municipale e si stanno cercando sponsor per dare un contributo ulteriore all’allestimento.
Il progetto è molto concreto. Sia pure con pochi mezzi, si vorrebbe che fosse una occasione per il Football Americano e per la città dove ha avuto il battesimo.

Avere un proprio museo può significare molto per uno sport. Quali benefici credete che trarrà il football italiano da questa iniziativa, sia all’interno che all’esterno del movimento?

Dal MUFA vorremmo fare nascere anche una Hall of Fame italiana, quindi aggiungere altra visibilità e tradizione. Il museo e’ un punto di riferimento e celebrazione: se hai già una storia e dei cimeli, stai rinforzando molto seriamente l’immagine del Football. È molto bello l’entusiasmo con cui gli appassionati si stanno interessando e aderiscono al gruppo Facebook, ringraziamo tutti a nome della Federazione e della culla del Football Americano italiano, la città di Castel Giorgio.









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