IL PRIMO MAGAZINE DEL FOOTBALL ITALIANO DALLA A ALL'END ZONE
Nazionale

Parla Vergani: “Il tempo è scaduto. Ridateci il Blue Team”

Alessandro Vergani Blue Team

L’Italia del Football ci ha provato in tutti i modi a lasciarsi scivolare addosso questo europeo mancato per il nostro Blue Team. La delusione è ancora forte, anche se nascosta, ma complice l’intrigante finale di Prima Divisione, abbiamo provato a far finta di nulla. I Social Network, però, avvicinano il mondo, ed ecco che sono cominciate a comparire le prime immagini della preparazione delle varie squadre per il torneo di Helsinki.

Come una bomba pronta ad esplodere, è deflagrata la rabbia degli addetti ai lavori, dei tifosi, ma soprattutto dei giocatori. Come se qualcosa gli fosse stato strappato dalle mani, qualcosa per cui hanno lavorato anni, qualcosa di acquisito con il sudore e il sangue (a prescindere dai banalismi).

Da anni l’Italia non tornava nella massima divisione internazionale Europea. E proprio in questi giorni, avrebbe dovuto affrontare colossi come Austria, Germania e Francia, consci della propria inesperienza ma forti delle proprie convinzioni. Le stesse che hanno spinto Alessandro Vergani, capitano dell’ultima spedizione e promotore di questo sfogo, a rispondere alle nostre domande.

Ciao Alessandro, prima di tutto, da dove nasce questo sfogo?

Questo sfogo nasce dal fatto che dopo aver comunicato l’esclusione della nazionale italiana dai campionati europei più di sei mesi fa, nessuno di noi ha più saputo nulla, zero totale. Siamo stati abbandonati.
Sono in questo progetto dal primo giorno, cioè da settembre 2013 dopo gli europei di Milano.
Per 5 anni ci siamo allenati per raggiungere un obiettivo. Dopo 5 anni di sacrifici sono spariti tutti.

Possiamo immaginare lo sconforto nell’apprendere della cancellazione dell’Europeo, quali credi debbano essere le mosse per tornare in sella?

La cosa migliore da fare è quella di non lasciare morire la nostra squadra nel silenzio più assoluto.
Se continuiamo in questa direzione però sarà l’unico risultato che otterremo.
Dopo gli europei di Helsinki spero che la Fidaf abbia in progetto di organizzare una riunione con le altre federazioni. L’esclusione politica che abbiamo subito non deve più ripetersi.

La nazionale è imprescindibile per la crescita del nostro sport. Ma in questo momento, a che punto siamo?

Da quello che abbiamo visto nel 2016 contro la Francia a Castel Giorgio, dai Rhinos l’anno scorso e i Seamen quest’anno nelle finali di EFL la nostra nazionale e il nostro movimento sono in crescita. Sono sicuro che durante questo Europeo ci saremmo sicuramente comportati bene, non saremmo andati li a prendere schiaffi dalle altre nazionali. Il divario con Germania Austria e Francia si è sicuramente accorciato.
Il nostro movimento sta investendo nella crescita dei giovani che sono il nostro futuro, ci sono ragazzi che a 19/20 anni hanno già una base tecnica migliore della mia quando avevo la loro età.

Se, in un ipotetico futuro, il percorso del Blue Team dovesse riprendere da dove l’abbiamo lasciato, ovvero in seconda fascia, saresti pronto a riprenderne le redini da capitano?

Ovviamente ne sarei onorato. Anche se la seconda fascia non è il posto che ci spetta.

Siamo certamente ad un punto di svolta fondamentale. Dal prossimo futuro dipenderà, probabilmente, il destino del Football in Italia. Cosa ti piacerebbe vedere per ricominciare a credere in questo progetto?

Non ho mai smesso di credere nel football italiano o nella nazionale ma se vogliamo migliorare ulteriormente bisogna aprire il nostro campionato dall’Europa. Dare la possibilità alle squadre di poter usare giocatori con passaporti europei. Alzare il livello del campionato è l’unico modo per andare avanti.

Il dolore per questo scippo è vivo e forte nei cuori di chiunque abbia calcato il campo di un raduno della Nazionale. Proprio per questo, sono necessarie delle risposte in questo momento. Azioni forti, decise, volte a riottenere ciò che è nostro, a prescindere dai metodi.

Ne va della credibilità del nostro sport, ne va del rispetto di tutti coloro che hanno sprecato anche solo un secondo per far crescere il Football Americano nel Bel Paese.

Il tempo è scaduto. Ridateci il Blue Team. #TheTimeIsUp #BlueBack









Ultime News

Il primo magazine del Football Italiano dalla A all'End Zone.

Disclaimer

IFL Magazine (da qui in avanti chiamato “sito”) non è una testata giornalistica ed ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001, non può considerarsi un prodotto editoriale. Qualsiasi logo, marchio, brand, sigla, trade mark o immagine riportata sul sito e non appartenente in maniera esplicita a quest’ultimo, sono protetti dalla normativa vigente relativa ai marchi, la proprietà intellettuale e/o il copyright (Direttiva 2004/48/CE, Legge 633/22-04-1941, Dlgs 30/2005) e appartengono pertanto ai rispettivi proprietari. L’utilizzo delle immagini sul sito segue le norme del fair use. Per ogni immagine utilizzata sarà citata la fonte. Se i proprietari di tali immagini ne desiderassero la rimozione, li invitiamo a contattarci all’indirizzo [email protected], al fine di poterle rimuovere nei più brevi tempi possibili. Tutti i contenuti di questo sito sono di proprietà intellettuale dei rispettivi autori, e sono soggetti a ‘Riproduzione Riservata’. Ai sensi della Legge 633/41, se ne vieta la riproduzione, anche parziale, senza l’esplicita autorizzazione scritta dell’autore.

Team

Coordinatore: Simone Mingoli Vice Coordinatore: Giovanni Ganci Contributori: Simone Mingoli, Giovanni Ganci, Andrea Mirenda, Marc Taccone, Simone Paschetto Grafica: Battista Battino, Paolo Re Infografiche: Battista Battino Contenuti Fotografici: Fotografi del football italiano Coordinatore IFL Mag Radio: Simone Mingoli Contenuti Radio: Simone Mingoli, Giovanni Ganci, Andrea Mirenda, Marc Taccone, Simone Paschetto Webmaster: Rendall Narciso Infrastrutture: CAGE7 Partners: #ASSOFOOTBALL, Dalsport74

Per informazioni e contatti scrivi a: [email protected]

Copyright © 2016 IFL Magazine - #ASSOFOOTBALL

To Top