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Division I

Seamen Milano: la lotta per il successo lungo un destino segnato dalla passione

Seamen

I Seamen Milano nacquero il 27 ottobre del 1981, sotto la guida della Giorgio Armani SPA. Nel 1982 diputarono il primo campionato di Serie A che terminò con un record di 3-1-6. Fu un buon inizio ed il preludio alla stagione successiva che, terminata sul record di 5-5, vedeva a roster oltre 50 ragazzi. Lungo un futuro che appariva segnato, il 1984 terminò con un record di 7-1-2 e si raggiunsero per la prima volta i Play-off, poi persi fuori casa contro i Warriors. Nel 1985 i numeri di vittorie e sconfitte migliorarono ancora.

La Squadra, con l’innesto di diversi Nazionali, raggiunse il 10-1-1 con annessi play-off (poi persi contro gli Angels) ed  ad apparire più efficace nonostante ci fosse ancora da lavorare sul carattere. Il 1986 fu un anno di transizione. Il record 7-3 permise di staccare un biglietto per la post-season ma ancora una volta si dovette cedere il passo, questa volta ai Rhinos. Il 1987 è ricordato come l’anno di Bruce Malpica. Fu un campionato favoloso con 11 vittorie ed una sola sconfitta, subita nell’unica giornata in cui Malpica non poté scendere in campo. I play-off di quell’anno portarono la prima vittoria successiva ad una regular season, quella contro i Muli, a cui succedette quella contro i Rhinos ed infine quella contro i Doves. In una stagione che appariva destinata al successo furono i favolosi Frogs ad infrangere i sogni del team milanese. Il risultato di 27 a 24, con un TD subìto proprio nel finale, ha incorniciato quella finale come la più bella della storia del football italiano.

Nel 1988 la squadra sembrava essere finalmente pronta per il raggiungimento del suo primo successo ma i Chief, ribaltando ogni pronostico, eliminarono i Seamen dalla competizione. Nel 1989, con in regia Mike Smith, arrivò il secondo Super Bowl. Dopo una regualar Season da 11-1, in cui l’unica sconfitta arrivò contro i Frogs per 22 a 21, si giunse alla finale con quello che fu lo “scandalo della corte federale”. La finale, persa per 39 a 33, ancora una volta contro i Frogs, si giocò a Parma davanti a 22 mila persone. La sconfitta significò l’abbandono della squadra da parte di Giorgio Armani. Neanche a dirlo, quell’anno arrivò il primo scudetto giovanile grazie ad una finale vinta di un solo punto che diede ai ragazzi della classe 1969 il titolo che mancava al palmares dei Marinai. Quello fu anche l’anno della fine dei Seamen che nell’ultimo campionato della franchigia fecero registrare uno 0-1-11 che vide però salvo l’onore grazie al play-out vinto contro gli Skorpions.

Dopo la chiusura, fu nel dicembre del 2008 che si riunirono a cena per la prima volta i vecchi compagni degli anni ’80. Durante la serata si decise di rifondare la squadra con la volontà di trasmettere i valori del football che erano stati di quei Seamen ai ragazzi delle nuove generazioni. Il 31 marzo 2009 i Seamen avevano già un Presidente ed un Consiglio Direttivo ma ancora non disponevano di un solo ragazzo da allenare. Il maggio di quell’anno iniziarono i primi allenamenti di flag football. Ai 10 ragazzi che praticavano la disciplina senza contatto se ne aggiunsero 7 che presto indossarono casco e armatura. Si arrivò al camp formativo a fine giugno con 17 ragazzi full pads e si chiuse l’attività estiva con un significativo torneo di flag. Ad ottobre la prima partecipazione al campionato Under 18. Alla loro prima apparizione nel campionato juniores takle, per i Seamen fu subito titolo. Il team senior della franchigia nacque poco dopo e prese parte al campionato di seconda divisione del 2010. Il record di 0-8 fu un record di certo negativo, ma la squadra iniziava ad amalgamarsi come la dirigenza desiderava.

Il 2010 contribuì al senso di gruppo regalando un altro scudetto giovanile e il 2011, primo anno IFL, si chiuse sull’onesto risultato di 3-6. Altri due ottimi piazzamenti giovanili dopo (terzo posto U21 e secondo in U18) giunse il 2012 di Joe Avezzano. Il roster di 60 atleti partecipò anche all’internazionale EFAF cup ma troppo presto un attacco cardiaco costrinse la squadra a dare l’estremo saluto al mitico Head Coach. Al suo posto, sulla panchina dei marinai salì Paolo Mutti. Nonostante le due pesanti sconfitte, l’impegno europeo venne onorato, ma l’anno di transizione portò a nient’altro che un 4-3 senza play-off. La stagione giovanile terminò con l’ennesimo scudetto Under 18 ed una finale persa per la Under 21 ma fu preludio di un 2013 nel quale si poté ripartire da una squadra rifondata e piena di nuovi prospetti. Con l’inserimento di molti giocatori l’età media passò da 29 anni a 23 anni. Le forze nuove portano al record in regular season di 5-3 regalando i play-off. Alla prima vittoria contro gli Hogs si aggiunse quella contro i Warriors, ma si fu costretti ad abbassare la testa in finale davanti ai forti Panthers. Terminata la stagione con lo scudetto Under 16 e con la sconfitta in finale della Under 19 (ancora contro Parma), il 2014 appena conclusosi era ripartì all’insegna di una sconfitta che fu preludio di una striscia positiva di 10 vittorie. Ritrovati i Panthers al Super Bowl, i Seamen non si sono lasciati scappare l’ennesima finale e, per la prima volta nella loro storia, grazie ad un favoloso 33 a 3, dopo 33 anni dal primo giro di campo sono finalmente riusciti a conquistare uno scudetto.

In questo 2015, con il tricolore sulla maglia, gli obbiettivi dei Seamen sono dei più ambiziosi. Primo quello di non sfigurare nella Champions League dove si punterà alla disputa della Final Four; secondo, ma non per importanza, quello di raggiungere nuovamente l’ Italian Super Bowl che si disputerà a Milano il 4 Luglio. Il back to back, ovvero la vittoria consecutiva di due finali è il vero obbiettivo della stagione.

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