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Division II

Silver Bowl 2018, sarà Pretoriani o Warriors

Preview Silver Bowl 2018

Finalmente ci siamo: Silver BowlPretoriani e Warriors stanno per scendere in campo per uno dei match più attesi dell’anno. Da una parte i Warriors, forti del favore dei pronostici e di quell’aura da squadra da prima divisione che aspetta solo di finire il campionato, prima di tornare sul grande palcoscenico. Dall’altra i Pretoriani, l’ennesima unione sportiva che arriva ad una finale per continuare a scrivere non solo la propria storia, ma anche quella di questo sport, per poi scoprire quale sarà il proprio futuro.

Una partita che vedrà rivali due squadre profondamente diverse: una, i Pretoriani, offensivamente votati al gioco di corsa da un modulo più moderno del gioco di scuola barbara, ma altrettanto efficace per yardaggio e segnature; l’altra, i Warriors, dal sistema offensivo bilanciato in un’alternanza di corse e lanci che, utilizzati strategicamente, sono fin qui risultati super-efficaci. Una difesa praticamente imbattuta, quella dei Warriors, contro un’attacco pretoriano da 40 punti di media a partita; una difesa, quella romana, che scenderà in campo concentrata e organizzata, contro un attacco che è solito studiare bene le avversarie cercando di muoverne i fili come un’esperto marionettista.

Questo ci si aspetta: uno scontro degno di un “entry-level” di prima divisione. Ce lo si aspetta per qualità, nomi in campo, nomi in sideline, numeri, talento generale. Ce lo si aspetta per ciò che fin qui le due squadre hanno mostrato, per l’intensità espressa, per il semplice fatto che una delle due, comunque andrà a finire, conquisterà il diritto sportivo di accedere alla divisione superiore. Se accettare o no questo merito, starà poi alle dirigenze.

Pretoriani in campo con l’attacco guidato dal QB Luca D’Ottavi ed orchestrato da Coach Roberto Cestari. Il playcaller dei romani forse non è il più talentuoso dei passer, ma esegue in maniera scolastica un sistema di lancio chiamato in causa con perizia e lo completa correndo personalmente il pallone in modo egregio. Un sistema di corse sostenuto anche dal trittico di RB che risponde ai nomi Di Giorgio/Alivernini/Sensi. Questi tre dividono le portate con un 40/40/20%. Corrono la palla in modo molto diverso, cambiano lo stile, l’approccio al gioco, l’aggressione della linea di scrimmage. Stili diversi, dietro la linea ed in campo aperto, con il risultato che la linea di difesa avversaria necessita di più punti di riferimento e dovrà essere capace di interpretarli correttamente secondo le diverse situazioni e posizioni di campo. Linea offensiva pesante, tanto pesante, quella romana; ma anche mobile “il giusto”, per sostenere questo gioco che, però, non vede i WR completamente tagliati fuori. Dallo spread offense-set romano partono Yustman, Ticenghi, Giannetta Paparelli, tutti – ad eccezione di Yustman – rimasti all’asciutto di marcature dopo gli ottavi di finale contro i Chiefs. In una recente intervista apparsa sul nostro portale, Daniele Francioni, DB dei Pretoriani, parlando tatticamente della partita ha detto che l’attacco della sua squadra “avrebbe fatto il proprio gioco macinando yard”. Questo sarà, probabilmente, uno dei veri noccioli della questione: l’attacco romano riuscirà a muovere la palla? Riuscirà a passare questa difesa che così poco ha concesso al resto d’Italia?

La difesa dei Warriors è davvero imponente. Una linea d’esperienza, che risponde ai nomi di Mirenda, FioriFantazzini, Nadalin, con una fisicità, ma soprattutto una concentrazione non comune e la capacità di concretizzare tantissimo. Nel match semi-finale contro i Blue Storms, la squadra bustocca ha registrato un -9 yard di corsa che fa semplicemente spavento a leggerlo. Specie considerando la super-produttività del gioco di corsa dei Blue Storms durante l’intero campionato. Considerando la tendenza pretoriana a correre il pallone, sarà in linea che si giocherà il grosso dell’incontro. Al livello successivo, ad attendere i RB romani ci saranno Capece, CalbucciPiloni, LB che completano il secondo livello della 4-3 a firma Giorgio Longhi/Solmi. Probabilmente chi avrà la meglio di questo scontro porterà a casa la vittoria, ma una parte importante sarà interpretata anche dal secondario dei guerrieri. Fajeti, Masi, Frabetti e Cerullo i nomi dei giocatori di questo reparto, pronto ad essere chiamato in causa da quegli improvvisi tentativi aerei tipici dei Pretoriani.

Ma c’è da considerare l’estremo, quanto opposto, punto di vista. A parti invertite l’attacco dei Warrrios cercherà di togliere i punti di riferimento all’avversario. Giochi in ogni parte del campo, alternando le corse di Cira al braccio di Scaglia, cercando quel go-to-guy di nome Parlangeli, ampiamente sostenuto dalla qualità di Gulisano, Sassoli Zanetti, che non sono i soli a ricevere il pallone. Possono tutti fare la giocata e in questi playoff lo hanno già dimostrato più volte. Un sistema di gioco che per vie aeree colpisce a tutti i livelli, praticamente in tutte le aree del gridiron. In questo discorso, poi, va inserita una variabile fin qui sconosciuta: il secondario dei Pretoriani Roma. La squadra romana, rappresentata nel reparto da Daniele Francioni, si può dire che fin qui non abbia mai incontrato una squadra in grado di lanciare e ricevere come i Warriors Bologna possono fare. Lo stesso Francioni ci ha detto che il reparto si allena dall’inizio dell’anno e che possiede le giuste chiavi/capacità/qualità per fronteggiare quest’avversario. Questa si, sarebbe una bella notizia per lo spettacolo: una partita di equivalenze, ma in diverse zone del campo.

Se la difesa dei romani potrebbe concedere qualcosa via aerea, non è solita fare lo stesso via terra. Manuel Schoellmeier non è il tipo di Coach che non prepara una partita. Tende a posizionare i suoi in campo secondo una logica precisa, che non necessariamente rivela da subito i suoi intenti. Potremmo assistere ad una squadra difensiva capace di evolversi durante l’incontro o comunque preparata a riposizionarsi in base alle necessità che presenterà il campo. Camaleontica, da questo punto di vista, la difesa nerooro avrà sicuramente trovato i punti di riferimento più giusti sulla OL avversaria di Coach Vecchi. I molti placcatori della squadra, Passerini, Del Prete, Cerracchi, Pietragalla, Amato, Tognoli, Provenzani, saranno in attesa di portare a casa il prossimo placcaggio. Alla prima e alla seconda linea dei Pretoriani, quindi, il compito di non concedere guadagno sui primi tentativi, controllare il downmarker e costringere Scaglia a forzare un po’ il suo gioco. Il resto starà alle individualità e alla strategia.

E forse proprio la strategia, al lordo degli episodi in campo, farà la differenza. Inutile stare qui a dirsi che vincerà chi sbaglierà di meno. Questo, ormai lo sappiamo, è implicito nel gioco. A vincere sarà chi l’avrà preparata, ma anche interpretata meglio. Perché se l’arte è tutto ciò che crea emozione negli occhi di chi guarda, ci sono volte in cui lo sport può trasformarsi in arte. Domenica sugli spalti speriamo, da spettatori ammirati, di vedere quest’arte mentre si crea.

 

Foto: De Falco / Busi









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