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Ogni Maledetta Luganega

Ogni Maledetta Luganega: Sono sempre troppo secco

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Oggi vorrei parlarvi di un argomento non allegro, ma al quale tengo molto. Un disturbo della percezione dell’immagine corporea e del comportamento alimentare che colpisce, per ora, più i ragazzi che le ragazze, e di più gli sportivi che i non sportivi.

Questo disturbo si chiama vigoressia, bigoressia o reverse anorexia (in inglese anche nella nostra lingua) oppure complesso si Adone. È stato inserito nel Manuale Diagnostico Statistico per i Disturbi Mentali (ultima edizione del 2014 in Italia), il DSM V, nella categoria “Disturbo Evitante/Restrittivo dell’assunzione di cibo”.

È quindi classificato come un problema psichiatrico, da curarsi da parte di un esperto terapista. Il nutrizionista NON fa diagnosi; affianca la terapia pognitivo-comportamentale integrata che altri strutturano per la persona malata.

La vigoressia si manifesta con una preoccupazione cronica di non essere sufficientemente muscolosi e tonici.

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Nel quotidiano, gli atteggiamenti assunti da chi ne soffre sono: la progressiva eliminazione di cibi e nutrienti dalla dieta, partendo dai grassi, poi i carboidrati e dando enorme attenzione alle proteine; il consumo di integratori alimentari sempre più massiccio a discapito dei cibi; la frequentazione quotidiana e ossessiva delle palestre, per diverse ore, con lo stravolgimento delle proprie abitudini a favore delle ore in palestra, l’isolamento, l’ipercompetitività verso sé stessi e gli altri.

Questo disturbo si chiama reverse anorexia proprio perché ha delle componenti che ricordano quelle dell’anoressia nervosa, per esempio, il controllo ossessivo del cibo che si consuma, la privazione auto-imposta di alcuni cibi o nutrienti (carboidrati e grassi), spesso grandi abbuffate che tentano di soddisfare la compulsione verso i cibi di cui si è volontariamente privati nella ricerca di una “perfezione fisica” creata dalla mente della persona affetta dalla malattia che, a differenza di quella cercata nell’anoressia, non è sottile fino a scomparire, ma grossa fino a esplodere.

La ricerca spasmodica e ossessiva di questa immagine corporea “perfetta” e inesistente – il vigoressico, come l’anoressica non raggiungerà mai l’auto-appagamento rispetto a ciò che vede nello specchio – porta moltissimi anche all’utilizzo di sostanze illegali, soprattutto steroidi anabolizzanti, con tutte le conseguenze per la salute che questo comporta. Alcuni effetti collaterali tra i più noti sono: irritabilità, acne, impotenza, ginecomastia (sviluppo delle mammelle in un uomo), ipertricosi (crescita di molti peli nella donna), atrofia dei testicoli, infertilità maschile temporanea. Spero di riuscire a parlare degli steroidi anabolizzanti in un articolo dedicato e preferisco non dilungami qui sulle conseguenze che hanno sulla salute, ma sapete tutti che fanno male, anche una sola iniezione fa male.

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In generale, gli sport che promuovono la forza, la grandezza del corpo e la perfezione della forma dello stesso, sono quelli per i quali è più probabile che i praticanti si ammalino, quindi, per alcuni ruoli del football americano, la vigoressia può essere il rovescio della medaglia del rischio di obesità di cui abbiamo parlato due settimane fa.

Nella cura della reverse anorexia è fondamentale il ruolo degli allenatori e dei compagni di squadra, che sono tra i primi punti di allarme per i giocatori che potrebbero soffrirne; anche perché, probabilmente più ascoltati che i genitori e i parenti.
Avere un giocatore o un compagno di squadra ossessivamente interessato a quanto è grosso, che piano piano inizia a frequentare sempre meno gli amici per rinchiudersi in palestra per più di due ore al giorno, che inizia a occuparsi ossessivamente del cibo che assume, dapprima preparandosi praticamente ogni pasto (per esempio, partendo per trasferte di più giorni con i vari pasti preparati a casa porzionati), poi iniziando a eliminare alcuni macronutrienti – di solito i grassi e i carboidrati – in seguito sostituendo sempre piu cibi con integratori, sono campanelli molto importanti di un disagio e non vanno sottovalutati.
Il passo successivo è il riferimento della persona o al proprio medico di base o a uno specialista in materia di disturbi dell’alimentazione.

Non sottovalutate mai quando incontrate qualcuno che diventa ossessivamente coinvolto con la propria smania di diventare grosso. Allo stesso modo, è importante non demonizzare la passione per l’attività fisica, la pesistica, il cross-fit o la palestra. Come spesso accade, soprattutto quando iniziano a instaurarsi, i disturbi del comportamento alimentare sono difficilmente distinguibili da abitudini di vita anche salutari. La cosa importante è non abbassare la guardia; e per questo mi rivolgo in particolar modo agli allenatori.

Secondo ricercatori americani, il ruolo dei coaches è quello di sottolineare le tecniche di gestione del peso, di parlare apertamente con i propri atleti dei cambiamenti drammatici nella forma del corpo e nella performance sportiva a causa della vigoressia e di lavorare con i preparatori atletici per costruire piani di prevenzione. Vista la realtà delle società di football americano in Italia, il mio suggerimento è di coinvolgere il medico sportivo di fiducia della vostra squadra se doveste avere il dubbio che uno dei vostri giocatori possa soffrire di questo problema.

Moltissime grazie come sempre a voi che mi leggete e mi scrivete, continuate a spedirmi i vostri suggerimenti per argomenti da trattare in questa stagione di Ogni Maledetta Luganega al mio indirizzo e.mail:

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Referenze Bibliografiche
Michalska A, Szejko N, Jakubczyk A, Wojnar M. Nonspecic eating disorders – a subjective review. Psychiatr Pol. 2016. 50(3): 497-507.

Leone JE, Sedory EJ, Gray KA. Recognition and Treatment of Muscle Dysmorphia and Related Body Image Disorders. J Athl Train. 2005. 40(4): 352-359.









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