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Division I

Upset, un rapido viaggio nella storia del football italiano

Johnatan McNeal Upset

Upset, termine secco usato spesso negli Stati Uniti per riassumere una sconfitta clamorosa per una squadra nettamente favorita dal pronostico. L’equivalente se vogliamo di un italico: “Clamoroso al Cibali!”. Quanti e quali veri upset nella storia dei playoff della massima serie del football italico?

Da quando seguo professionalmente il football (1986), il primo che mi viene in mente è Grizzlies Roma-Lions Bergamo, ottavi di finale di quella stagione, anche se nelle semifinali del torneo 1985, gli Angels Pesaro passarono 13-12 a Legnano sui Frogs, provocando, a detta di molti, una delle più grandi sorprese di sempre.

Tornando a Grizzlies-Lions, i romani in quella stagione venivano considerati l’alternativa più credibile a Rhinos, Frogs e alle due bolognesi. Andati in campo convinti che sarebbe stata una passeggiata o poco più, gli Orsi si fecero sbranare dai Leoni 24-12.

Dopo 27 anni sarebbe però arrivato l’upset di ritorno. Nella finale del torneo di A2 2013, disputata a Mirabilandia, parti invertite nel pronostico. Gli imbattuti Lions pronti a vincere l’ennesimo titolo, anche se meno importante rispetto agli storici anni 2000, che vanno subito sotto e non riescono più a risalire la china, dominati dalla difesa avversaria.

Nel 1988 gli ottavi furono invece fatali ai Seamen Milano, battuti in casa dai Chiefs Ravenna 37-19, così come i quarti del 1989, quando a passare a sorpresa furono i Gladiatori Roma 34-23. Poi le carte portarono i Seamen a disputare il Super Bowl di Parma, senza vincere una partita di playoff.

Nel 1991 si ricorda la marcia fuori casa dei Phoenix San Lazzaro, capaci di eliminare Gladiatori e Lions, prima di perdere la finale con i Giaguari. Nel 1996 il doppio upset arriva in semifinale. Tutti pronti per un Super Bowl tra Frogs Legnano e Blackhawks (i Lions camuffati per aver disertato il campionato italiano nella stagione precedente ndr) Bergamo. Che accade invece? Che i Phoenix San Lazzaro puniscono 35-34 le Rane il sabato e i Gladiatori Roma 21-19 i Leoni mascherati il giorno successivo.

Dal 1998 inizia la storia degli invincibili Lions, contrastati in finale da Frogs, quindi Giants, Dolphins, Warriors e Panthers, senza mai successo fino al 2009 (Giants che ruppero l’incantesimo in semifinale ndr), sebbene nel 2007 le due semifinali avessero visto due vittorie esterne e anche il primo overtime di sempre in un Super Bowl italico.

La finale stile basket (76-62 non è un punteggio del football) del 2011 invece non può essere considerata una sorpresa, perché i Warriors, pur imbattuti in stagione regolare, non venivano comunque ritenuti favoriti contro i Panthers. Tutta altra storia l’edizione 2014. I Panthers senza KO in campionato entrano in campo a Ferrara troppo confidenti delle proprie forze e subiscono una lezione incredibile (33-3) dai Seamen in uno dei Super Bowl meno combattuti della storia recente.

L’ultimo uspet risale alla finale della scorsa stagione: i Rhinos sono campioni in carica, hanno solo vinto nella stagione regolare e poi asfaltato i Giants in semifinale. Per i Seamen, che due partite le hanno perse e per raggiungere l’ultimo atto sono passati a Parma in semifinale, le speranze sulla carta sembrano poche. Il campo invece racconterà, senza alcuna discussione, una storia diversa.

Per la stagione in corso, non ce ne vogliano i Seamen, l’unico “Clamoroso al Cibali!” possibile sarebbe quello di una sconfitta in semifinale o nel Super Bowl dei Marinai.

Foto: Lorenza Morbidoni









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